Ho letto un libro di Fabio Volo

Ho deciso di fare un esperimento socio-psicoqualcosa: voglio leggere un libro di Fabio Volo.
Ho messaggiato la cugina 16enne "Tu hai un libro di Fabio Volo vero?" e dopo mezz'ora eccolo nelle mie mani: "È una vita che ti aspetto", il suo secondo libro.
Perché? Perché criticare Volo è sport nazionale, soprattutto sul web: lo faccio anch'io, però non ho mai letto un suo libro. E criticare senza conoscere è sbagliato, non ha senso e ti mette dalla parte del torto: se qualcuno ti dice "Non l'hai mai letto, come puoi criticarlo" cosa rispondi? Niente, perché ha ragione. E allora leggo, per capire cosa c'è di tanto spettacolare e poi, in caso, criticare con coscienza di causa.

2012 a. F.V.

Quando avevo 12-13 anni amavo Fabio Volo: faceva Le Iene e i programmi su MTV. Com'era figo quando era in Spagna, arrivava in vespa e sotto il suo palazzo c'era gente che lui faceva salire. Mi ricordo la tizia figa con la telecamera, l'amico bresciano con la pancia e i capelli strani, gli ospiti che cucinavano. Soprattutto lui faceva domande e chiacchiere sceme, per una 13enne tutta Top girl e Spice era il massimo.

Poi ha iniziato a fare i film, a scrivere libri, a fare radio: è diventato un personaggio. 
Quello che si alzava alle 4 di mattina per fare il panettiere, quello che io sto bene da solo ma tutti vogliono che sia accoppiato, non riesco a stare fermo, mi è capitato tutto per caso, non è colpa mia se sono un figo, ho un carattere difficile e la gente si stufa di me, sono fatto così. Quello che "sono una persona particolare".

Non si fosse capito: parto molto prevenuta, però parto.

2012 F.V.

Dopo poche pagine, capisco di avere un problema serio che andrà avanti fino alla fine: Fabio Volo è nella mia testa. Leggo le parole una dopo l'altra ed è come se il libro me lo leggesse lui, con la sua cadenza e le sue pause. Il problema è che scrive come parla, con le stesse frasi corte e le ripetizioni, le espressioni da gggiovane, mentre leggo sento perfino gli eeeeh di quando esita.

A un certo punto parla di cacca. CACCA e non nel senso di "Sei la canticchiante e danzante merda del mondo", ma proprio di cacca, e di carta igienica finita.
Abbiamo il momento "panettiere", che a questo punto sarei curiosa di sapere se c'è in ogni libro (così com'è in ogni sua intervista).
I momenti più belli sono quelli in cui leggo una frase e mi ritrovo a pensare a quante volte sarà stata condivisa su facebook. La poesia, i brividi:
Le donne sono belle da respirare.
Abbiamo poi, quando il protagonista scopre che non sta per morire, il momento Dead Poets Society, con l'amico e dottore Giovanni nei panni di un novello professor Keating:
Ma che paura di morire? Il tuo problema è proprio l’opposto. Checco, il tuo problema non è aver paura di morire, ma aver paura di vivere. È il contrario. Hai quella maledettissima malattia molto diffusa del “NON VIVERE”. Sei malato di non vita. Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità? La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde? Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più. Quindi non ti preoccupare. Se lo diceva già ai suoi tempi...
Allora Fabio, capiamoci: questo dovrebbe essere il primo momento topico del tuo libro, il momento in cui il protagonista capisce cosa c'è di sbagliato nella sua vita,  e tu concludi con "lo dice una frase di Oscar Wilde, quindi se lo dice lui...". Ma veramente? Prova a ripassare il film, dai:
Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. [...] I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe", "Carpe diem", "Cogliete l'attimo, ragazzi", "Rendete straordinaria la vostra vita"!
Infine, mi sembra giusto citare il momento Fight Club, nel pieno della rivelazione:
L’idea errata che avevo di me, invece, mi spingeva automaticamente a rispondere a desideri e a necessità che in realtà non erano miei. E quindi dentro sentivo le lamentele di un affamato. Ero arrivato al punto di esprimere chi ero con ciò che consumavo e compravo. Le mie scarpe, la mia macchina, le mie vacanze, i locali che frequentavo, il telefonino che sceglievo, l’arredamento di casa. Tutto diventava me. Tutto mi determinava. Tutto mi qualificava. Quelle cose dicevano chi ero. Inseguivo quello che credevo di volere e non quello di cui avevo veramente bisogno. Così, mi sono trovato ad avere quasi tutto tranne ciò che mi serviva per stare bene.
Fabio, ritenta, sarai più fortunato. Prova così:
Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo! [...] La pubblicità ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto. [...] Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.
2012 d. F.V.

A libro finito c'è una cosa che non capisco: non succede niente. A parte una visita all'inizio, l'incontro con la ragazza alla fine e qualche ricordo raccontato, non succede niente per 179 pagine. 
Una sequenza infinita di seghe mentali, una dopo l'altra che ti viene da andarlo a cercare questo Checco per dargli due schiaffi, oppure da buttare il libro dalla finestra. E se lo dico io, che sono la regina delle seghe mentali, beh ce ne vuole. Poi improvvisamente: la rivelazione. Quale? Boh. Una pagina prima è infelice, si sente solo, non conosce sé stesso, i suoi genitori e i suoi amici e una pagina dopo si scopre, è libero, sereno e gli piacciono il gelato al pistacchio e la bresaola.
Il senso del libro dovrebbe essere questo, presumo, il percorso di un ragazzo che crede di avere tutto e si rende conto di non essere felice. Poi inizia a "conoscersi", a "parlare con il bambino che è dentro di lui", e tutto cambia: ma come, Fabio? Non è che tu puoi andare avanti a seghe mentali sui girini e le rane fino a pagina 104, e poi a pagina 105 tutto cambia, mi ci devi portare al cambiamento, me lo devi far capire. Puoi anche mettermi questo idiota davanti allo specchio a parlarsi e sentirsi idiota, ma non è così che succede. Come succede? Mah.

Quindi non lo so, non so cosa dire, è la prima volta che leggendo un libro mi ritrovo a pensare ogni tre righe "Ma che cazzo sta dicendo".

Epic quotes
Siamo entrati in un negozio di scarpe e lui ha salutato una ragazza bellissima, mora, capelli lisci fino al sedere. Nel senso che non è che dopo il sedere erano ricci, intendo dire che arrivavano fino al sedere. Punto.
Il cane si è sdraiato, così ho potuto vedere di che razza fosse. Sembrava uno di quelli che tirano le slitte, ma era un po’ strano. Probabilmente un incrocio. Riuscito anche un po’ male. Infatti più che un husky era un’huskifezza.
E così ero arrivato al punto di iniziare le giornate con la speranza che arrivasse presto il venerdì. Perché non c’era niente di peggio di una vita senza una vita. La vita la incontravo solamente nei finesettimana. I lunedì, infatti, li odiavo perché erano lontani dalla fine. Che schifo!

37 commenti:

  1. michela erre09/04/12, 15:37

    la morte.

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  2. Psicoboiate da wannabe Paulo Coelho e Andrea De Carlo. Che già son pessimi da soli, senza bisogno che qualcuno ci provi a far l'imitazione.
    In my humble opinion.

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  3. quella dei capelli lunghi fino al sedere è veramente una boiata di quelle potenti, di quelle che non credevo si potessero scrivere in un libro.

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    1. Ho fatto il giro della casa e l'ho letta a tutte le persone che ho trovato, giuro.

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  4. Oddio. Non ho mai letto uno dei suoi libri, peró mi sono sempre chiesta come mai tutti lo odiavano. Parla di credere nei sogni, del valore delle persone...no? Invece, dopo aver letto queste ultime tre cose (sopratutto quella dei capelli lisci!!!) sto iniziando a capire come mai é cosí criticato.


    Peró mi permetto di essere in super-disaccordo con chi qui nei commenti ha definito "pessimo" il mio guru, Paulo Coelho.

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    1. Quella dei capelli è proprio pessima, ma tutto il libro è pieno di battutine del genere.

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  5. Iniziai il primo, con le tue stesse motivazioni. Non ce la feci oltre la prima pagina. Chi scrive sgrammaticato non merita il mio tempo; e parlo di wannabe nazionalpopolarismo come Ligabue, non di mash-up intelligenti.

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    1. Non è tanto lo sgrammaticato a darmi fastidio, può essere un modo di scrivere che ci sta, se scrivi in modo in ironico, se tratti certi temi. Certo non se cerchi di fare il superfilosofo.

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  6. mmm mi son promesso anche io di leggerne uno , prima o poi, per le tue stesse motivazioni. Diciamo che lo considero un po' come il Moccia dei trentenni, anche se ammetto che è un pregiudizio e dovrò decidermi a prenderne almeno uno prima di gudicare...

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    1. Trentenni, veramente? Io invece lo metterei proprio insieme a Moccia. Mi rifiuto di credere che a un trentenne possa piacere un libro scritto in modo così ridicolo, per non parlare della storia inesistente.

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  7. Io ho letto Il giorno in più e le prime luci del mattino e li ho trovati abbastanza scontati e ridondanti. Ancora non capisco cosa ci trovino in lui, almeno fosse figo...
    Robi

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    1. Beh dai, almeno nei libri che non si leggano perché gli autori son fighi :)

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  8. e allora non era vero che sono snob io che non lo volevo leggere. E' proprio come me lo aspettavo. Grazie per avermi fatto risparmiare 20 euro solo per dimostrare che non sono snob.

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    1. Beh, non avessi potuto farmelo prestare, i soldi non li avrei mai spesi, sia chiaro.

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  9. Anche io ho letto solo un suo libro, anni fa.
    E lo sgomento fu più o meno lo stesso. Pura poesia questo Fabio..

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  10. Ciao mi chiamo Maria ma che carino il tuo blog!! Ho letto diversi libri di Fabio Volo. Una tremenda delusione, sarà un caso mediatico ma non so come faccia ad avere tanto successo. E' bravo, anzi diciamo simpatico in radio ma come scrittore non lo amo proprio.
    P.s. piacere di conoscerti!!!

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    1. A me non piace nemmeno in radio, lo trovo identico.

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  11. io giuro che non ce la faccio proprio, è più forte di me. il mio ex li leggeva e una volta ci ho provato anche io. poi ho capito da dove prendesse tutte le cazzate melense che diceva.

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    1. Ahaha il fidanzato con Fabio Volo come guru mi mancava.

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  12. Ecco, io ho fatto la stessa cosa, ho letto uno dei suoi libri per capire. Le conclusioni sono state le stesse a cui sei arrivata tu, anche se il libro era un altro. E tra l'altro non ricordo neanche quale fosse. In ogni caso, il momento cacca lo ricordo benissimo. Forse ce n'era anche più di uno. C'era anche il momento scorregge. Io non so la gente che lo apprezza come scrittore che cos'ha nel cervello.

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    1. Ho l'impressione che siamo tipo, indistinguibili l'uno dall'altro.

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  13. Non mi conosci per cui leggendo il mio nome ti starai chiedendo "ma chi è questa?". Per cui mi scuso subito, ma entro qui in punta di piedi per farti gli applausi. Sono una strenua sottolineatrice della frase "se non sai non puoi giudicare" motivo per cui mi sono sorbita di tutto e di più, la cosa più difficile da digerire per ora è stato twilight ... sorvoliamo. Sono d'accordo con te per praticamente tutto. Fabio Volo era il tipico bad boy anni 90 che ci piaceva tanto. Poi gli anni 90 sono finiti e lui si è reinventato nel senso più banale che gli è venuto in mente. Per spiegarmi il suo successo dopo l'ultimo libro che è uscito e che ho letto (l'ho trovato il più forzato di tutti quelli che ha scritto) ho pensato che è così osannato perchè interpreta egregiamente la parte del bamboccione quasi quarantenne che si sente un quindicenne con i brufoli quando è costretto a mettersi in giacca e cravatta e sfoga la sua frustrazione su una donna a metà tra le velleità di una ventenne e le ansie di una madre. Insomma è il perfetto testimonial della mediocrità e indecisione moderna, e delle annesse giustificazioni. Però ci è riuscito, perfino con me, ha scritto una frase che mi descrive perfettamente, è stata una sconfitta ma devo ammetterlo. "Sono sempre stato un malinconico con la vocazione di essere una persona allegra".
    Il che mi rende banale !
    Scusa per il poema, piacere io sono Giulia :)

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    1. Hai ragione, su tutto, in effetti lui esprime perfettamente la mediocrità di tutti, anche mia. E non credo nemmeno sia così difficile identificarsi, anch'io l'ho fatto nelle prime pagine di questo libro che ho letto, prima di concludere che stavo leggendo "il niente".
      (Ho letto anche Twilight, un sacco di anni fa, in confronto a Volo un capolavoro, in pratica)

      E comunque piacere, i poemi fanno piacere :)

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  14. Io ti ammiro per il coraggio. Ne ho letto anche io uno ma perché ho DOVUTO.
    E comunque mai più.
    E comunque non li scrive neanche lui, per dire.

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  15. Sei una critica letteraria (come anche televisiva) da urlo.

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  16. Ebbene, io li ho letti TUTTI (tranne l'ultimo, e grazie a Iddio tra l'altro). Perchè mi sono voluta così male? Perchè ai tempi della radio e delle Iene, ma soprattutto di quel suo programma su Italia Uno dove lo studio era tutto bianco (non ce la posso fare a ricordarmi come si chiama)ero innamorata persa di lui. Ma persa di brutto. E mi sono fatta fottere. Il primo libro l'ho letto appena uscito, e all'epoca mi era pure piaciuto (ah, beata adolescenza ingenua). Poi ho letto gli altri boh... per inezia? Per tradizione? Perchè sono una cojona? Forse l'ultima, chi lo sa... E più leggevo più mi incazzavo. Perchè mi sentivo presa per il culo. Quelle cose io le avevo già lette, prima di tutto nei suoi precedenti libri, e poi in tutte le Smemo delle mie compagne del liceo. Primo libro: zero storia, solo seghe mentali. Secondo, terzo e quarto: zero storia, seghe mentali e comparsata di una donna. Quinto libro: no story, yes seghe, comparsata donna e comparsata genitori.
    Il sesto l'ha comprato una mia amica e mi ha detto che è un pornazzo spinto.
    Confermo i grandi classiconi presenti in ogni libro: momento cacca, momento panettiere, momento come sono belle le donne, momento son tutte belle le mamme del mondo, momento schifezza a caso (caccole, puzze, nero d'unghia..), momento sesso hard core (Eddaje Fabie' che non ci crede nessuno che trombi così bene!), momento lui che non ha ancora capito chi cazzo è e che ne sarà della sua vita, momento sono figo e ci capisco di musica e ti cito musica figa a caso. E poi luoghi comuni a go-go che ciao proprio. E battute tristissime, tipo "aveva un cane con un nome gerundio: armando, fernando..". No ma sul serio?
    E quindi grazie per questo post.

    LaFede_C

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    1. Prima cosa complimenti per la resistenza e il coraggio, che io già ho fatto fatica a finirne uno senza tagliarmi le vene.
      Seconda cosa grazie, perché mi togli il dubbio di essere stata sfigata e aver scelto il libro più brutto (si dice che di solito il secondo libro sia sempre bruttino).

      Comunque secondo me è tutta una proiezione di quello che lui vorrebbe essere: figo, menefreghista, bravo a letto, pieno di donne. Non ci crederò mai che lui è così veramente.

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  17. Hai rotto una delle mie illusioni: sapere che i libri di fabio volo fanno schifo ma illudersi lo stesso che se piacciono a tutti qualcosa di bello ci debba essere, con la speranza di leggerli e ricredermi. Dopo le tue citazioni sono totalmente disillusa e posso continuare a disprezzarlo...

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  18. Anche il solo legger le citazioni de "L'Attimo Fuggente" accostate a questa roba (la chiamo così per essere fine) mi ha fatto male fisico

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  19. ^_^ ciao Michela mi hai fatto venire voglia di comprarlo.....magari po ti diro' la mia. Interessante la tua analisi. ciaoooo e buona giornata

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    1. Se il mio post ti ha fatto venire voglia di leggere Volo ho decisamente sbagliato qualcosa.

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    2. tranquilla michela sarebbe solo per un confronto di critica letteraria....

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  20. Io lo so che prima di parlare bisogna conoscere, ma Fabio Volo no. Non ce la faccio. Complimenti per il coraggio, io non ce la farò mai e lo odierò sempre a prescindere.

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