Sì, ma il libro è meglio

Il libro è sempre meglio, rassegnatevi a questo commento: anche se il film è fatto bene il libro da sempre qualcosa in più, senza contare che comporta uno sforzo maggiore che deve essere ricompensato in qualche modo, in questo caso in atteggiamento snob e facoltà di ritenersi fan di serie A.
Cioè scusate, ho letto 12 libri di Game of Thrones e dovrei essere messa al pari di chi si è visto 30 puntatine da neanche un'ora? 7 libri di Harry Potter contro 8 film? Tutto quel MAPPAZZONE de Il Signore degli Anelli contro 8 ore di film?

Tanto comunque sono pochi i film che reggono il confronto con il libro, pochissimi.
Sinceramente, me ne vengono in mente solo alcuni:

  • Trainspotting
  • Fight club
  • Gone girl - L'amore bugiardo
  • Le regole della casa del sidro (sì, mi vergogno, l'ho letto perché ce l'avevo a casa perché i miei negli anni '80 avevano uno di quegli abbonamenti che spedivano i libri per posta)
Qualche raro caso in cui è meglio il film mi è capitato, al momento mi viene in mente The perks of being a Wallflower/Noi siamo infinito. Sarà che ho visto prima il film e scoperto il libro solo dopo, e quindi sapevo già "la cosa", sarà che c'è nel film c'è la colonna sonora che fa molto, sarà che il libro è scritto in forma di lettere a un amico e i romanzi epistolari non mi prendono mai molto. Sta di fatto che il film è molto molto carino ed è diventato uno dei miei preferiti del genere (avevo scritto anche un post) mentre il libro insomma, così così.

Chiedo aiuto per riempire la lista e idee, perché leggere un libro e poi concludere guardando il film è una delle mie cose preferite. 

Noi che non ci viene mai la febbre

Praticamente siamo condannati, noi che non ci viene mai la febbre, che al massimo massimo arriviamo a 37.3 che la gente ti dice vabbè, non è mica febbre, è alterazione.
Addominali d'acciaio formati a colpi di tosse, naso in decomposizione perché soffi troppo il naso, la voce che se ne va per giorni, dolore alle ossa da 92enne poco in forma ma se arrivi a 37 è già tanto.

Cioè dai, lo sanno tutti che se non hai la febbre è una malattia di serie B, anche se ho la seria convinzione che lo spray per il naso che mi ha dato il farmacista sia letale perché non ho ricevuto mai così tante raccomandazioni su come usare un farmaco neanche quando mi hanno aperto in due.

E che fai, vai dal dottore per un raffreddore? No, e infatti ho pure preso un premio in busta paga perché non ho fatto malattia.

Però io ve lo dico, la Rinazina è una droga. Me la metterei anche adesso, che il naso mi si è stappato.

Quello che credo di pensare del femminismo

Inizio a scrivere senza sapere dove andare a parare, è un discorso troppo ampio e difficile e ho paura di dire qualsiasi cosa per fare una brutta figura o essere giudicata male, in più non so bene cosa penso, secondo me hanno ragione tutti e in particolare l'ultimo che parla, oh sì, l'ultimo ha sempre ragione perché è quello che mi ricordo meglio.

Non credo di essere femminista, ma non ho nemmeno ben chiaro cosa voglia dire il termine. Gugoliamo? Gugoliamo.

L'autorevolissima fonte Wikipedia ci dice che:
Con il termine femminismo, generalmente, si può indicare:
  • la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
  • la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
  • il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l'Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che - in vari modi - si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.
Ok, allora sono femminista, ma non dovremo esserlo tutti? Non è come dire "sono contro l'omicidio degli essere umani"? Non mi pare esista una parola per questo però certo, esiste la parola femminismo in contrapposizione alla parola maschilismo. Ok, fin qua ci siamo.
Sì tratta di temi però molto importanti: il diritto di voto che c'è da così poco, le disparità sul mondo del lavoro, sentirsi chiedere se hai intenzione di fare figli durante un colloquio di lavoro è una cosa che fa incazzare, anche se capisci le logiche che ci stanno dietro. Sono questioni così importanti, tanto importanti, che quando si tira fuori il femminismo a proposito delle foto di nudo di Emily Ratashfdsajkdlfkosky io non capisco, il mio cervello non ci arriva.

Ho visto i titoli dei giornali americani entusiasti della foto del culo di Justin Bieber e nessuno gridare allo scandalo, ho visto femmine indignarsi della mancata indignazione nei confronti di Justin Bieber nudo, mentre negli stessi giorni tutti a criticare la Kardashian che si fa la foto nuda e per protesta la Rataahdhfoiashfoidahsky, appunto, si fa le foto nude pure lei.

Penso che ogni persona uomo/donna abbia il diritto di mostrare il proprio corpo in ogni momento se si sente di farlo? Sì.
Penso che una persona che fa questo debba essere considerata meno intelligente di un altra? No.
Sono invidiosa del suo corpo? Ovvio.
Penso che le critiche siano tutte mosse da invidia? No.
Penso che se tutte avessimo il fisico di Emrata staremo anche noi tutto il tempo a fotografarci nude? No.

Tutte le lotte fatte in passato, tutto quello che le donne hanno vissuto e sofferto serve a dare la libertà a tutte di mostrare il proprio corpo nudo liberamente? Sì, anche, dato che ci sono donne al mondo che devono vivere completamente coperte e con una retina davanti agli occhi.
Nonostante questo, nonostante tutto, io questo non lo capisco.

Remember me, un film brutto ma brutto forte

Qualche giorno fa ho visto questo film, Remember me, una cosa romantico-drammatico-tragica che mi ha fatto molto molto molto incazzare. Di solito mi piacciono questi film, ho una predilezione per i film che fanno piangere, e nonostante io mi ritrovi spesso a dire "Sììì fa tanto piangere, è bellissimo", questo non vuol dire che se fa piangere è bello. Tanto per cominciare io piango anche guardando Centovetrine, piango ogni volta che vedo qualcuno piangere proprio come reazione fisica, come quando sbadigli dopo aver visto un'altra persona sbadigliare. E ci sono certe volte in cui hai proprio voglia (o bisogno) di un film da piangere, ma bisogna piangere bene, perché piangere coi lucciconi finti di Gabriel Garko non porta nessun giovamento.

Ora farò una cosa che non faccio mai e cioè raccontare il film: io, proprio io che "mi è piaciuto è già spoiler", e lo farò come segno di quanto questo film mi abbia fatto incazzare. Dicevo dunque di questo film, che ha per protagonista il caro Robert Pattinson, che a me devo dire non sta neanche antipatico, ma continuo a trovarlo monoespressivo, con quella faccia sempre così da artista represso - oppure da persona che è lì lì per vomitare. Robert Pattinson è un giovane 21enne di famiglia piuttosto ricca, sbandato e spesso ubriaco, traumatizzato dal (tragedia n.1) suicidio del fratello, che voleva fare il musicista ma poi si è ritrovato costretto a lavorare nello studio di avvocati del padre. Il suicidio del figlio maggiore ha ovviamente influito su tutta la famiglia che già di suo non è che fosse molto normale: oltre al complicato Pattinson c'è il padre anafettivo e troppo concentrato sul lavoro e la sorella di 8 anni troppo intelligente e un po' strana e bullizzata dai compagni (tragedia n.2). Il ragazzo Pattinson viene a un certo punto arrestato e a causa del suo atteggiamento da lei non sa chi sono io, anche un po' maltrattato da questo poliziotto. Guarda caso il poliziotto ha una figlia molto carina (che è Claire di Lost) e molto brava ragazza con cui il ragazzo Pattinson decide di provarci per ripicca. I due quindi (momento awww) si innamorano. Ah dimenticavo, (tragedia n.3) la madre della ragazza/moglie del poliziotto è stata uccisa anni prima durante una rapina, lasciando il padre sconvolto e iperprotettivo nei confronti della figlia.
Succedono quindi le solite cose da film romantico: lei litiga col padre e si rifugia dal ragazzo Pattinson, poi scopre che il ragazzo Pattinson si era messo con lei per vendetta e lo molla, poi succede che la ragazzina di 8 anni subisce l'ennesimo e più grave episodio di bullismo e questo porta un po' tutti insieme: il padre si riavvicina ai due figli, la ragazza si riavvicina a Pattinson. Tutto sembra risolversi per il meglio.
Ma che giorno è quando tutto sembra risolversi per il meglio? È (tragedia n.4) l'11/9/2001, guarda caso. Quindi Pattinson, finalmente riappacificato col padre va nel suo ufficio che si trova nelle torri gemelle. E muore.

Adesso io mi chiedo, perché? Che senso ha questa cosa? Il film era già troppo denso di tragedie, senza questo insensato e gratuito finale che sembra proprio messo lì per farti fare quei 3 minuti di pianto in più.
E li ho fatti, ovviamente, Claire piange quindi non posso non piangere, ma non è così che si deve piangere, sono arrabbiatissima.
Ve la do io la lista dei film che fanno piangere, ve la do io.

E adesso odio Robert Pattinson.

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