Quella sensazione di benessere che ti da comprare, qualcuno l'ha capito come funziona? In piccola parte, per me, succede anche solo entrando nei negozi, girando e guardando e toccando, perché io ho purtroppo la brutta abitudine di prendere in mano le cose nei negozi.
Vale per qualsiasi tipo di negozio: naturalmente per primi vestiti, borse e scarpe e mondo cosmetica. Ma vogliamo parlare degli accessori da cucina? Stampini per biscotti e tortine e mini-plum cake, coloranti vari, sac a poche professionali, spatole e coltelli in ceramica, DIO I COLTELLI IN CERAMICA, e lo sparabiscotti. Desidero e bramo uno spara biscotti almeno tanto quanto vorrei una Proenza Schouler 11. E vogliamo parlare della cancelleria? E le cazzatine per il fai da te?
Sono tutte cose che ti fanno sentire bene, forse vanno un po' a coprire altre mancanze, forse semplicemente sono un segno che ci vogliamo un po' più bene. Oppure leggo troppi blog e seguo troppe donne su twitter e mi faccio influenzare da voi galline e voglio le cose che avete voi.
Che poi, per me il benessere non arriva solo quando compro per me ma anche quando devo comprare per gli altri o fare un regalo: sono una delle poche persone che quando viene delegata dal gruppo a comprare un regalo è contenta quindi sono qui per voi: vado in profumeria a farvi la scorta di crema idratante, nel negozio di pentole a prendervi lo spara biscotti, vi faccio anche la spesa se volete: delegatemi.
Ultimamente la cosa che funziona meglio per me è la profumeria: forse ho preso alla lettera quella cosa di iniziare a volersi bene e fare le cose per sé stessi o forse è l'improvvisa consapevolezza che gli anni passano e sto diventando vecchia che mi hanno fatto comprare un sacco di creme, gel e roba per la pelle e simili che se fossi una blogger di quelle lì vi mostrerei. Ma la cosa che per me è sconcertante è che ho iniziato a usarle in modo regolare, cioè non è che le ho comprate, usate una volta per sperimentarle, usate la seconda sentendomi in colpa e poi lasciate là a riempire l'armadietto del bagno. E per me è strano, io che ho iniziato l'altro ieri a struccarmi seriamente e un anno fa a usare la crema idratante. Ocio che forse finalmente sto diventando una femmina.
No comunque mi interessa questa cosa, vorrei capire il perché il nostro cervello funziona così, vorrei capire se succede anche ai maschi e con quale tipologia merceologica, vorrei capire come avere più soldi per poter spendere di più e essere più contenta.
Anche io voglio un blog
Una bella giornata
Stamattina.
Ho rovesciato una tazza piena di albumi d'uovo, che sarebbero i bianchi. Facilissimi da raccogliere devo dire, mi sarebbe servito il coso aspirafantasmi dei Ghostbusters.
Non contenta di ciò, mentre pulivo ho accidentalmente immerso il mignolo sinistro nella finta crema pasticcera appena spenta dopo che aveva preso il bollore.
"Basta, per oggi ho raggiunto il limite" pensavo, mentre notavo una macchia sulla manica, la leccavo convinta fosse crema pasticcera rovesciata accorgendomi troppo tardi che era pomata Prep che mi ero spalmata sul dito.
Se non muoio oggi, non muoio più.
Ho rovesciato una tazza piena di albumi d'uovo, che sarebbero i bianchi. Facilissimi da raccogliere devo dire, mi sarebbe servito il coso aspirafantasmi dei Ghostbusters.
Non contenta di ciò, mentre pulivo ho accidentalmente immerso il mignolo sinistro nella finta crema pasticcera appena spenta dopo che aveva preso il bollore.
"Basta, per oggi ho raggiunto il limite" pensavo, mentre notavo una macchia sulla manica, la leccavo convinta fosse crema pasticcera rovesciata accorgendomi troppo tardi che era pomata Prep che mi ero spalmata sul dito.
Se non muoio oggi, non muoio più.
Kobo ti amo ma non mi piaci più (cit.)
Amo il mio Kobo, amo intensamente e follemente il mio Kobo.
Però ha un difetto, e il difetto è che ha troppi libri.
Presa dall'euforia del momento, appena l'ho avuto in mano mi sono tuffata sui vari forum a scaricare di tutto e di più: libri che erano già nella lista della spesa, autori sentiti nominare che mi rendevano curiosa, titoli che non valgono la pena e che non avrei mai comprato, ma visto che sono gratis si fa (ciao Harry Potter). Così mi sono ritrovata presto con 156 ebook nella libreria. CENTOCINQUANTASEI.
Il primo problema è già scegliere che libro iniziare a leggere: qualcosa di nuovo? Qualcosa che non ho mai sentito nominare? Qualcosa di stupido, impegnato, divertente?
Il secondo problema è quando un libro non mi ispira da subito: io sono sempre stata una che finisce i libri anche se fanno schifo, anche se annoiano, e adesso non sono più capace: son lì che giro le pagine col polpastrello e penso a perché devo leggere un libro che non mi sta piacendo quando ho l'imbarazzo della scelta a una ditata di distanza.
Non sembra un vero problema, alla fine mi è anche capitato di leggere più libri contemporaneamente. Solo che forse, forse ora stanno diventando un po' troppi:
* Meno di zero, Bret Easton Ellis. Qua è tutta colpa della formattazione: il file è fatto male, non si distingue un paragrafo dall'altro e un capitolo dall'altro e la lettura è un po' difficoltosa.
* Il seggio vacante, J.K. Rowling. Non lo reggo per più di due capitoli alla volta: non sopporto le chiacchiere e il gossip e la gente che vuole sapere tutto di tutto e questo libro è tutto così. Odio ogni singolo personaggio.
* La famiglia Winshaw, Jonathan Coe. Ho letto La casa del sonno in una giornata secca con una serie di UAAAAU e OOOH durante tutta la lettura come non mi era mai successo, ho iniziato subito questo perché mi è stato detto che era molto meglio e che è il vero capolavoro dell'autore. Non so dove.
* Il castello, Kafka. Una storia vecchia, scritta al passato remoto, ambientata non si sa quando con un agrimensore che dopo oltre cinquanta pagine non ho ancora capito cos'è. Non è proprio il mio genere ma mi secca tantissimo non riuscire a leggere i classici.
Mi sento frustrata perché li prendo in mano e non mi fanno voglia. Ho assoluto bisogno di leggere un libro che mi prenda al punto da mangiare in fretta per tornare a leggere o di arrivare in treno per avere quella mezz'oretta di tempo per andare avanti.
Che sia anche un libro stupido, che sia anche Fabio Volo o la Kinsella, ho bisogno fisico di arrivare fino alle fine.
Per dire, sono talmente disperata che ho iniziato Harry Potter.
Però ha un difetto, e il difetto è che ha troppi libri.
Presa dall'euforia del momento, appena l'ho avuto in mano mi sono tuffata sui vari forum a scaricare di tutto e di più: libri che erano già nella lista della spesa, autori sentiti nominare che mi rendevano curiosa, titoli che non valgono la pena e che non avrei mai comprato, ma visto che sono gratis si fa (ciao Harry Potter). Così mi sono ritrovata presto con 156 ebook nella libreria. CENTOCINQUANTASEI.
Il primo problema è già scegliere che libro iniziare a leggere: qualcosa di nuovo? Qualcosa che non ho mai sentito nominare? Qualcosa di stupido, impegnato, divertente?
Il secondo problema è quando un libro non mi ispira da subito: io sono sempre stata una che finisce i libri anche se fanno schifo, anche se annoiano, e adesso non sono più capace: son lì che giro le pagine col polpastrello e penso a perché devo leggere un libro che non mi sta piacendo quando ho l'imbarazzo della scelta a una ditata di distanza.
Non sembra un vero problema, alla fine mi è anche capitato di leggere più libri contemporaneamente. Solo che forse, forse ora stanno diventando un po' troppi:
* Meno di zero, Bret Easton Ellis. Qua è tutta colpa della formattazione: il file è fatto male, non si distingue un paragrafo dall'altro e un capitolo dall'altro e la lettura è un po' difficoltosa.
* Il seggio vacante, J.K. Rowling. Non lo reggo per più di due capitoli alla volta: non sopporto le chiacchiere e il gossip e la gente che vuole sapere tutto di tutto e questo libro è tutto così. Odio ogni singolo personaggio.
* La famiglia Winshaw, Jonathan Coe. Ho letto La casa del sonno in una giornata secca con una serie di UAAAAU e OOOH durante tutta la lettura come non mi era mai successo, ho iniziato subito questo perché mi è stato detto che era molto meglio e che è il vero capolavoro dell'autore. Non so dove.
* Il castello, Kafka. Una storia vecchia, scritta al passato remoto, ambientata non si sa quando con un agrimensore che dopo oltre cinquanta pagine non ho ancora capito cos'è. Non è proprio il mio genere ma mi secca tantissimo non riuscire a leggere i classici.
Mi sento frustrata perché li prendo in mano e non mi fanno voglia. Ho assoluto bisogno di leggere un libro che mi prenda al punto da mangiare in fretta per tornare a leggere o di arrivare in treno per avere quella mezz'oretta di tempo per andare avanti.
Che sia anche un libro stupido, che sia anche Fabio Volo o la Kinsella, ho bisogno fisico di arrivare fino alle fine.
Per dire, sono talmente disperata che ho iniziato Harry Potter.
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