Partiamo dal fatto che sono scaramantica, e questo si traduce in una serie di comportamenti che Madre - esperta suprema dell'autodiagnosi da quando ha scoperto i motori di ricerca - classificherebbe come ossessivo-compulsivi. Che è ovviamente esagerato, ma l'autodiagnosi funziona cosi: lieve dolore al braccio è infarto, mal di stomaco è emorragia interna, io dico sempre che è lupus, perchè insomma, anche il Dr. House lo dice sempre.
Nella vita di tutti i giorni la scaramanzia si traduce in guardare le partite del Milan seduta sempre sul pouf o sul divano a sinistra e fare le cose in un certo ordine la mattina. Gli esami all'università riuniscono ovviamente vari tipi di paranoia: esami scritti solo con penna blu e già usata, camomilla la sera prima anche in giugno, divisa quasi fissa agli esami orali (skinny neri, camicia bianca, maglione grigio a scelta tra i dieci nel mio armadio). Alla maturità ho fatto tutte le prove con la stessa maglietta (lavata ogni sera e rimessa la mattina dopo, precisiamo va), una polo bianca davanti con stampa multicolor dietro.
Iniziare con "partiamo dal fatto che" implica che ci sia una fine, e la fine è che ho trovato un lavoro stage ma il mio cervello paranoico mi impediva di dire anche solo che avevo fatto il colloquio prima di aver ottenuto risposta.
Mi son sentita un po' come a Miss Italia: "la tua avventura con Miss Italia continua/finisce qui" non mi pare tanto diverso da "hai superato la prima fase della selezione". Mi ci sentivo un po' miss a dire la verità e mi è dispiaciuto un sacco essere a casa da sola al momento della telefonata, perchè vuoi mettere che bella sarebbe stata la scena se avessi avuto accanto qualcuno da abbracciare? (il costume con la forma strana, la fascia e soprattutto la gnocchitudine sono irrilevanti in questo caso).
'nzomma cosi, basta. Mi toccherà sorbirmi per l'ennesima volta le battutine di Padre sulla Lewinski, che a quanto pare è l'unica stagista di cui ha mai sentito nominare.