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Ma quanto è bello finire le cose

Ma voi ce la fate ad avere più di un prodotto della stessa categoria aperto nello stesso momento? Parliamo sempre di beauty, che dato che sono grassa al momento mi sto concentrando lì, ce la fate ad avere due creme idratanti aperte? Comprate i mascara per provarli e poi li tenete lì e li usate a giorni alterni a seconda di come avete voglia? Riuscite a dormire la notte sapendo di avere nel cassetto più di un fondotinta da usare nello stesso periodo? 

Io NO.
Mi viene l'agitazione solo a pensarci.

Io ho 1 crema, 1 fondotinta, 1 blush, 1 terra, 1 correttore, uno uno e solo uno di tutto. Compro una cosa nuova solo quando quella in uso sta per finire. Penso derivi un po' dall'educazione, perché questo è quello che faceva mia mamma, un po' dall'odio per lo spreco e anche un po' dalla tirchieria (molti cosmetici non sono più belli/efficaci passato un po' di tempo, e se ne hai più di uno li usi meno). 
Siccome il mondo è cattivo a volte per cause di forza maggiore mi è capitato di avere due creme aperte nello stesso momento: cioè, per esempio, quando mi è arrivato l'ordine di The ordinary non potevo mica lasciare lì tutto e aspettare due mesi per finire quello che stavo usando, no? Il mondo me lo chiedeva, l'UNIVERSO me lo chiedeva. Ho continuato quindi ad usare entrambe le creme, con sommo fastidio.

La cosa che mi da più fastidio, è che nel momento in cui decido di comprare la cosa nuova, quella vecchia, stronza malefica e sadica, decide di prolungare la sua vita all'infinito: avete mai notato che quando comprate il fondotinta nuovo perché quello vecchio, anche spremendo con la pinza non esce più, ecco, in quel momento lui si rigenera e sembra non finire mai?

Che poi, quanto è bello finire le cose? Ti da proprio l'idea di liberare spazio, ma senza quel senso di colpa e di sconfitta del decluttering, anche se poi andrai subito a riempirlo con una nuova boccettina.
Soprattutto quelle cose che non usi mai o che sono infinite: l'acqua micellare, lo scrub, LA CREMA CORPO.
Quanto è rilassante tagliare la boccetta a metà, poi in quattro parti, poi in sei otto dieci ottantacinque per spremere tutto lo spremibile, e poi buttare i singoli pezzi: bello rilassante liberatorio, mi fa sentire una persona migliore.

Ieri ho finito la crema viso: oggi sono una persona migliore. 

Guida per persone pigre ai prodotti The ordinary

Ehi tu, parlo proprio con te. Hai visto CHIUNQUE parlare dei prodotti The Ordinary, hai aperto il sito curiosa e già con la carta di credito in mano ma ti sei spaventata/annoiata dopo 4,5 secondi, ti è venuto il proverbiale male di vivere e quindi hai buttato il pc dalla finestra? MA CI SONO IO.
Ci sono io che mi annoio e allo stesso tempo cerco modi per accumulare karma positivo dopo aver leggermente esultato perché la Juve non ha vinto la Champion's league (non che io tifassi Real Madrid eh, ci tengo a precisarlo, odio pure loro - ma almeno così non dobbiamo subirci l'arroganza del vincitore).
Eccomi qui quindi, con la mia armatura scintillante (cioè con la canottiera e pure senza reggiseno che fa caldo - anche se in realtà sta arrivando il temporale), sfodero gli occhiali da lettura e mi appresto a riassumere per voi questo sito incomprensibile, d'altronde, la sintesi è una delle mie doti migliori.

Ma partiamo dalle basi. Perché ci piace The Ordinary? Perché il packaging è sì instagrammabile ma soprattutto minimal, perché tutti questi paroloni da farmacia ci danno l'idea di cose che funzionano. È una strategia riuscitissima, quella di usare come nomi per i prodotti i singoli ingredienti, fa molto medicinale e "azienda seria" e quindi tendi a fidarti, ma non è solo strategia: i prodotti contengono sostanzialmente l'ingrediente puro e non sono aggiunte schifezze, il sito spiega (a chi ha voglia di leggere) la funzione degli ingredienti e in modo abbastanza articolato come/quando usare ogni cosa e in combinazione con quali altri prodotti. In più i prezzi sono abbastanza bassi (a dire la verità, sono bassi per i sieri e gli oli, mentre per quanto riguarda le creme sono in linea con molti brand eco-bio, considerato che tutti i pack sono da 30 ml).
E poi, a sentire le recensioni di chi li ha già provati, funzionano davvero.


Venendo al dunque io ho suddiviso i prodotti per funzione, spero sia abbastanza chiaro. Alcuni prodotti possono sembrare uguali perché non è facile esprimere in 3 parole le differenze, ecco magari in quel caso serve comunque il piccolo sforzo di andare sul sito a leggersi la descrizione di quei 2 prodotti per capire qual è il più adatto al proprio caso.

La regola generale è: in base ai problemi della propria pelle capire la funzione dei prodotti, e poi abbinarli tenendo conto delle formulazioni. Al massimo vanno usati 3 prodotti per volta (3 la mattina, 3 la sera), e nell'ordine si usano prodotto a base acqua, prodotto a base olio, emulsione/crema.

Andiamo? Andiamo.

Idratanti

  • Natural Moisturizing Factors + HA: crema idratante base, adatta a tutti. 
  • Hyaluronic Acid 2% + B5: super idratante. Da usare mattina e sera. Siero a base acqua.
  • High-Adherence Silicone Primer: idratante con funzione di primer, uniforma e prepara la pelle al trucco. Da usare anche da solo come idratante per uniformare la pelle. Emulsione cioè CREMA - contiene siliconi.
  • High-Spreadability Fluid Primer: primer particolarmente adatto alla pelle secca, aiuta a stendere il trucco nelle zone particolari come il contorno occhi. Siero a base acqua - contiene siliconi.
Idrantanti - oli naturali (quale scegliere? Non lo so, quello che vi sta più simpatico, l'obiettivo è sempre quello di aggiungere un boost di idratazione quando serve)
  • 100% Plant-Derived Squalane: idratante per pelle e capelli.
  • 100% Organic Cold-Pressed Rose Hip Seed Oil: idratante, da usare la sera. 
  • 100% Organic Cold-Pressed Moroccan Argan Oil: idratante anche per capelli, da usare una volta al giorno o a cazzo. 
  • 100% Cold-Pressed Virgin Marula Oil: idratante anche per capelli, da usare una volta al giorno o a cazzo. 

Anti rughe

  • “Buffet”: riduce l'aspetto di diversi segni dell'invecchiamento. Da usare mattina e sera. Siero a base acqua.
  • Matrixyl 10% + HA: riduce l'aspetto delle rughe. Da usare mattina e sera. Siero a base acqua.
  • Advanced Retinoid 2%: contro i segni dell'invecchiamento, da usare la sera. Mettere una protezione UV la mattina. Siero a base acqua.
  • Retinol 1%: contro i segni dell'invecchiamento, da usare la sera. Mettere una protezione solare la mattina ma occhio che è puro e può irritare la pelle quindi è meglio abituarla all'uso diluendolo o introducendolo in modo progressivo (è più leggera la versione in siero, sopra). Emulsione cioè CREMA - contiene siliconi.
  • Argireline Solution 10%: da applicare direttamente sulle rughe della fronte e sui segni intorno agli occhi per ridurne l'aspetto.

Contro le imperfezioni


Specifico contro le macchie: Alpha Arbutin 2% + HA
Specifico contorno occhi per borse e occhiaie: Caffeine Solution 5% + EGCG

  • Niacinamide 10% + Zinc 1%: contro le imperfezioni e bilancia la produzione di sebo. Siero a base acqua. Da non usare insieme a formulazioni con vitamina C.

Uniformanti
  • Azelaic Acid Suspension 10%: uniforma la pelle, schiarisce e illumina. Crema-gel leggera - contiene siliconi.
  • Alpha Lipoic Acid 5%: anti-ossidante, rinnova l'aspetto della pelle. Da usare la sera e non più di 2-3 volte la settimana.

Peeling - per tutti la stessa indicazione, non usare su pelle sensibile o lesionata
  • Lactic Acid 10% + HA 2%: esfoliante. Può aumentare il rischio di scottature, usare la sera e di giorno mettere una protezione solare. Siero a base acqua.
  • Lactic Acid 5% + HA 2%: come sopra ma con concentrazione più bassa, quindi più delicato.
  • Salicylic Acid 2% Solution: peeling leggero da utilizzare su tutto il viso o solo sui punti interessati. Ok da usare mattina e sera.
  • AHA 30% + BHA 2% Peeling Solution: esfolia, schiarisce e uniforma, riduce i rossori. Usare la sera massimo 2 volte la settimana e di giorno mettere una protezione solare. Soluzione da sciacquare dopo 10 minuti.
  • Glycolic Acid 7% Toning Solution: tonico esfoliante, schiarisce e uniforma la pelle. Usare una volta al giorno, la sera. Tonico a base acqua.

Prodotti alla vitamina C

Hanno tutti la stessa funzione e cioè servono a combattere i segni dell'invecchiamento, hanno funzione schiarente e idratante. In pratica da scegliere in base alla "potenza" e al tipo di formulazione. 
In ordine di efficacia sono:
  • Vitamin C Suspension 23% + HA spheres 2%: da usare la sera. DICHENO che brucia un pochino. Siero denso.
  • Ascorbyl Glucoside Solution 12%: DICHENO che brucia ma meno. Siero leggero. 
  • Magnesium Ascorbyl Phosphate 10%: brucia poco poco. Crema leggera - contiene siliconi.
  • Ascorbyl Tetraisopalmitate Solution 20% in Vitamin F: brucia poco poco. Siero a base olio.

Michela e il bio, una confessione

Dopo settimane, mesi, anni di titubanza ho accettato i prodotti bio nella mia vita, iniziando da shampoo, balsamo, maschera e aggiungendo poi altro.

Devo confessare purtroppo che l’unico motivo che mi ha spinto a provare è che mi si promettevano capelli bellissimi, mentre non ero molto interessata né al fatto di buttarmi addosso siliconi, petrolati e altro di cancerogeno, né ai danni che questi prodotti provocano all’ambiente. Non è un bellissimo discorso da fare, lo so, lo so.
Vittima del terrorismo psicologico di chi era passato ai prodotti bio prima di me, e continuava a dirmi “per 2-3 mesi avrai capelli di merda, poi bellissimi”, ci ho messo davvero un secolo a decidermi perché i miei capelli sono già belli e richiedono zero manutenzione, quindi non vedevo il motivo di dovermi sorbire quei 2-3 mesi di capelli di merda. Però ero curiosa, quindi un giorno ho comprato shampoo, balsamo, crema, olio (spendendo un patrimonio) e ho iniziato il tutto, per altro con una serie di flaconi di prodotti “normali” ancora da finire e di scorta nell’armadietto.

La reazione dopo uno, due, tre lavaggi è stata: tutto qua?

Niente di negativo per carità, ma neanche niente di positivo: non ho subito i 2-3 mesi di capelli di merda e non ho visto differenze, se non il fatto di aver speso 6 euro e passa per uno shampoo. In un forum a caso di pazze fissate con i capelli, ho letto che il motivo per cui c’è questo passaggio di capelli brutti è che lo shampoo cattivo (BRUTTO! CATTIVO!) non cura i capelli danneggiati ma li riveste, quindi quando i siliconi vengono lavati via i capelli restano danneggiati e “scoperti”, e ci vuole un po’ di tempo perché lo shampoo buono li ripari e tornino ad essere belli, ma a quel punto saranno belli e sani. E voi non vi sareste buttati addosso cose dannose per voi e per l’ambiente.

Non avendo visto conseguenze, ho concluso che i miei capelli non erano danneggiati. Nel frattempo in preda alla mania del bio avevo comprato altri 4 tipi di shampoo. Mi sono indebitata, ho dovuto far prostituire il mio orso di peluche Orso, ho approfittato per mettermi in dieta per comprare meno da mangiare.

È successo però che li sto finendo… e non credo sinceramente che continuerò. Sono una brutta persona: non riesco a farmi spaventare dalla presunta dannosità di questi prodotti per noi: in fondo me li metto sui capelli e i capelli sono una cosa morta, ok la cute no, però poi li lavo via no? lo shampoo cattivo mi penetra nella scatola cranica e mi brucia il cervello? Non sono nemmeno, purtroppo, scusate, così consapevole dei danni che questi prodotti provocano all’ambiente. E la mia povertà supera anche quel poco di coscienza ambientale che ho. Con il prezzo di uno shampoo bio ne compro 4 dei miei amati Ultradolce.

Ho invece iniziato a usare alcuni cosmetici bio o comunque con ingredienti buoni: crema viso e corpo, siero, sapone detergente per il viso, struccante. Se qualcuno a questo punto avesse un pochino cambiato idea e avesse iniziato a pensare che non sono proprio del tutto una brutta persona NO, vi spiego subito che no. A me piacciono i trucchi belli, mia mamma mi ha inculcato questa cosa che devi comprare la crema da 50 € perché è bella e funziona di più. Mi piacciono le confezioni belle, mi piace che la marca sia conosciuta, anche se poi non è vado in giro con la confezione Lancome in testa. È successo però che EHI DI NUOVO, SONO POVERA. Quindi no Lancome, no Clinique, c’è l’affitto da pagare entro il 10 del mese e mi sono messa a cercare qualcosa che costi poco. Però io soffro, se vedo la scatolina bianca Nivea o quella plasticosa di Garnier, io soffro, sto proprio male dentro. Ho bisogno almeno di un valore aggiunto e i prodotti bio mi sono venuti in aiuto: non sto comprando una crema Lancome, ok, il vasetto è semplicemente in vetro rotondo, la marca scritta in Arial 14, il tappo orribilmente fucsia e opaco, però mi sto spalmando una cosa buona, che mi fa bene, il bio è di moda e ho speso solo 12 euro.

Cercare scuse per autoconvincersi a spendere meno non sono proprio convinta che sia da sani di mente, ma alla fine sto facendo la cosa giusta, per i motivi sbagliati ok, ma l’importante è il risultato no?
Che poi, a dirla tutta, è venuto fuori che sono davvero più buoni e mi sto trovando da dio.

Ho anche iniziato a sostituire i vari detergenti per la casa con prodotti bio-vegan-salcazzo che ho trovato semplicemente al supermercato e che costano anche meno dei prodotti più famosi (no, è probabile che non lo farei se esistessero solo quelli dei supermercati biologici che piuttosto conviene andare in gioielleria).

Ripeto, l’importante è il risultato, no?
Poi giuro, ad essere più informata e consapevole ci sto provando.

Quello che mi piace su instagram

Quello che mi piace su instagram ha subito un'evoluzione che ha un qualcosa di psicopatico.

Nel corso del tempo credo di avere seguito un po' tutte le categorie di "igers":

  • quelli che fotografano luoghi, a loro volta suddivisi in: quelli che fotografano il mare, quelli che fotografano i palazzi, quelli che fotografano Venezia, quelli che fotografano Parigi, quelli che fotografano le montagne
  • quelli che fanno le foto minimal
  • quelli che fotografano case
  • quelli che fotografano le cose strane ed elaborate al pc tipo i liquidi che escono dalle tazze e si congelano, riflessi modificati, tuffi spettacolari, nuvole come fumo del caffè
  • quelli che fotografano biciclette appoggiate ai muri
  • quelli che fotografano composizioni stese sui tavoli di: fiori, cibo, libri, trucchi, composizioni varie
  • quelli che fotografano animalini carini
  • quelli che fotografano vestiti

Tutti questi profili mi hanno stufato, in genere in poco tempo. Mi sono ritrovata a seguire in 3 minuti 10 profili di "book on the table", queste composizioni carinissime di libri dalle copertine colorate con l'aggiunta di materiale da cartoleria vario, tazze di caffè, foglie a cazzo. E ad eliminarli tutti, tre giorni dopo. Voglio dire, Nicoletta Reggio ok, ma alla terza foto in due giorni di scarpe stese sopra al tappeto bianco peloso basta basta bastaaaa.

Quello che ho capito è che mi piacciono i profili semplici, senza foto fatte con la reflex e composizioni studiate che si capisce che ci hai messo tre quarti d'ora e nel frattempo il caffè si è raffreddato o PEGGIO, il caffè non hai mai avuto intenzione di berlo. Non dico di non fare le composizioni, le faccio anch'io, ma voglio dire: il ramo di pino appoggiato sopra il libro aperto anche no, che poi ti casca la resina sulle pagine e ti si appiccica tutto.
Mi piacciono i profili vari che mostrano un po' tutto, ma in modo che si capisca qualcosa di chi c'è dietro: è instagram, le foto sono grandi 5x5 cm e non siamo fotografi, voglio vedere fotografate cose belle, non necessariamente belle foto.

Non sto dicendo che il mio profilo è il più naturale possibile, GIAMMAI, le foto che metto hanno tutte toni freddi, non pubblico due foto dallo stesso soggetto consecutive, la metà delle foto che carico poi le elimino perché mi sembra stonino con la gallery. È bello no? Effetto sorpresa, torni e non sai mai quali foto ritroverai.


Chi ha mollato Luca?

I ricordi vengono dalle cose più stupide: da una foto, da un vestito, da una canzone. 

In questi giorni per esempio, mi ritrovo spesso in auto a ridere e piangere insieme, ogni volta che ascolto Mare mare mare che Luca Carboni ha rifatto con Cesare Cremonini e che passa in radio ogni dieci minuti. L’ascolto e rivedo la piccola Michela, al mare con la nonna che durante la passeggiata serale chiede a tutti i signori dei piano bar di cantare Mare mare mare e l’ascolta e la canta con la nonna, mentre la coppa gelato si scioglie e lei va su e giù sul dondolo. I bar al mare avevano sempre i dondoli, una volta, adesso invece è tutto un sedie in legno finto vecchio e in ferro battuto finto vecchio e bancali finti vecchi.

La settimana scorsa si è sposata quella che è stata la mia migliore amica delle elementari e delle medie: compagne di banco a scuola con tanto di lacrime quando erano i maestri a spostarci, compiti ogni giorno a casa mia o a casa sua, svariati diari tenuti a quattro mani, lei che mi copre e dice che ero a casa sua quando andavamo in discoteca la domenica pomeriggio ma i miei non lo sapevano, io che il sabato dietro la chiesa chiacchiero con suo “moroso” perché lei non ha il coraggio di parlarci. Alla fine delle medie la disperazione perché si andrà in due scuole diverse ma “la lontananza non ci dividerà! Saremo amiche per sempre!”, è durata tipo un mese e mezzo. Si è sposata e a me l’ha detto mia mamma, e per una settimana ho rivissuto tutte le medie: quei sabati dietro la chiesa, la Celeste, unica persona in vita mia a cui ho avuto il coraggio di dire in faccia “mi stai antipatica”, i primi pomeriggi in discoteca, i primi limoni.

La cosa strana è però quando qualcosa ti ricorda una cosa che non esiste. 

Ero molto triste quando Mad men è finito, perché Don Draper mi ricorda mio nonno. Mio nonno non era un pubblicitario ricchissimo alcolizzato bugiardo cronico con mille donne, era solo un contadino, era solo un uomo di quel periodo lì. In casa c’è solo una foto, e mostra un uomo alto e magro e bello come Don Draper, con i capelli appiccicati in quella maniera lì degli anni ’60, con i pantaloni larghi a vita alta, la giacca e la cravatta come Don Draper. Mio papà dice che era cattivo, che quando diceva una cosa tutti obbedivano e le prime volte che lui andava a trovare mia mamma gli faceva paura. Come Draper.
Io non ho mai conosciuto mio nonno, quindi quando vedo Don Draper vedo mio nonno.

E poi ci sono invece interi capitoli di vita dimenticati. Tipo Luca, il moroso che a 16 anni mi mandava gli SMS "Buongiorno principessa" e subito dopo "Oh scusa, ho sbagliato numero". Com'è finita? L'ho mollato io? Mi ha mollato lui?

Mamma scusa, tanto poi lo cancello

Quando si smette di essere influenzati dai propri genitori? Si smette mai di essere influenzati dai propri genitori?
Ormai l'ho capito, i miei genitori non credono in me. È passato quasi un anno, sto bene, non sono dimagrita (porca troia)(però mamma vedi, vuol dire che mangio), esco poco ma comunque più di quanto facessi quando ero a casa con loro, esco da sola e anche con la gente.
Ad ogni cosa che succede, mia mamma mi dice che ho l'ansia: non ho dormito la notte, perché magari il giorno prima ho bevuto troppo caffè no? No, ho l'ansia. Ho mal di stomaco, magari ho mangiato qualcosa o ho una malattia o magari sto male accazzo, capita che ti vengano cose a caso senza motivo e poi passino da sole. No, ho l'ansia.
E lei me lo dice e io mi incazzo e ci resto male e mi viene da piangere perché penso che i miei genitori non credono in me ma non glielo posso dire perché poi loro pensano che io pianga perché ho davvero l'ansia e invece no sul serio non ce l'ho.
Non su questo.
Amo la mia casa, amo dormire da sola, amo addormentarmi sul divano mentre mando note audio sceme e capottarmi su per le scale del soppalco mezza addormentata. Amo arrivare a casa da lavoro e togliermi i pantaloni e stare sul divano in mutande e girare per ore in accappatoio dopo la doccia. Mi piace  prepararmi le cose da mangiare quelle serie tipo la pizza che ne mangi un pezzo e il resto lo congeli e mi piace mangiare il prosciutto dalla busta seduta sul divano mentre leggo I 3 moschettieri.
Mi piace stare qui, mi da fastidio quando ho un giorno di riposo e la prima cosa che fanno è chiedermi se ho intenzione di andare a dormire lì.
E a dirgli che sto bene qui mi sento stupida.
Quindi niente, alla fine succede come al solito.
Ci devo credere da sola.

Non mi piaci Jovanotti, però

La foto della scuola non mi assomiglia più
Ma i miei difetti sono tutti intatti
E ogni cicatrice è un autografo di Dio
Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio
Per quanto mi identifichi nel battito di un altro
Sarà sempre attraverso questo cuore
E giorno dopo giorno passeranno le stagioni

Ma resterà qualcosa in questa strada

Jovanotti, Mezzogiorno


Cose belle e color pastello per la casa

Aspetti gli anni di avere una casina tua per poterti comprare un milione di cose e poi quando ce l'hai compri due cose DUE perché poi ti viene male a spendere troppo e allora guardi le newsletter e piangi e maledici la povertà.

Maison du Monde, tu mi vuoi male.

Fodera per cuscino - Per poggiare comodamente il mio grosso sedere sul divano. È intonato al tavolino azzurro, starebbe bene sia sul divano bianco nudo sia sopra il copridivano.

Fodera per cuscino - Per poggiare comodamente il mio piccolissimo sedere sul divano (confondere il nemico, confondere il nemico sempre).

Tela stampata - Per le cene a lume di candela con Andrea.

Sottobicchieri - Per non rovinare il tavolino azzurro mentre rido e scherzo con Andrea sul divano bevendo birra.

Scodelle - Per instagrammare l'overnight oats e distrarmi mentre lo mangio, nella speranza di non accorgermi di quanto fa schifo.


Cofanetto the - Per offrire il the viola Clipper alla Laura, che è esperta di the e quindi bisogna fare bella figura.

Piattini da dessert - Per offrire alla Rubina e alla Serena un dolce senza lattosio.

Una cosa seria ogni tanto

Volevo dire che secondo me quelli che partono e vanno nelle zone di guerra sono parecchio stupidi, che siano volontari, preti, fotografi, giornalisti o Angelina Jolie. La vita è già abbastanza difficile dove siamo, con l’affitto da pagare, la benzina che va su e giù e non si capisce, le casse integrazioni, le stagioni che si rincoglioniscono, le paranoie che viviamo e quelle che ci creiamo. Io sono una persona abbastanza egoista, guardo il mio orticello e le persone che ho deciso di metterci dentro, un paio di volte l’anno pago un bollettino ad un associazione di ricerca (ma è quella che mi ha toccato, in passato), mangio gli animali e metto le scarpe di pelle, uso i fazzoletti di carta perché quelli di stoffa mi rovinano il naso, faccio la raccolta differenziata perché sennò mi mettono la multa, se non fossi obbligata non so se la farei. Mi accontento e non ho la forza di migliorare le cose. Se devo dire la verità non ho la forza di migliorarle nemmeno quando non sono contenta. Ho, soprattutto, un sacco di paura già nella vita normale e banale che faccio.

Volevo anche dire, meno male che ci sono queste persone stupide: i volontari, i preti, i fotografi, i giornalisti e sì, anche Angelina Jolie.

2014

Il 2014 è stato un anno particolare, un anno che non so giudicare.

È il primo anno in cui ho lavorato di un lavoro serio, tutti i giorni, con uno stipendio vero, basso ma vero. Mi sono ricavata il mio ruolo, ho affrontato cose che non pensavo di essere in grado di fare.
Sono andata a vivere da sola, dopo varie crisi, pianti disperati, momenti in cui pensavo fosse una cosa troppo grande per me, ma tutti prima. Poi l'ho fatto e ho imparato a fare la lavatrice e le pulizie anche quelle antipatiche, a cucinare e congelare, ad asciugare le lenzuola sui termosifoni.

Ho iniziato a correre e ce l'ho fatta, poi è venuto freddo e ho lasciato perdere.
Ho fatto una dieta nazista e perso 2 kg, poi sono arrivate le feste.
Non ho mai tagliato i capelli e non li ho mai avuti così lunghi e belli.
Non ho sofferto per amore, non mi sono mai innamorata per più di 5 minuti.

Non sono ancora riuscita a sistemare una cosa per me molto importante ma ho fatto un passo in avanti, così mi dicono,  e se lo dicono gli altri ci credo.

Nel 2015 vorrei fare un corso di yoga e tornare a correre, perdere 5 kg e smettere di trattare il cibo come uno sfogo. Vorrei trovare il coraggio di provarci con Andrea,  invitare più gente a casa mia, imparare a fare foto più belle. Vorrei che il mio blog diventasse più bello, vorrei limonare di più e vergognarmi di meno.
Vorrei un sacco di altre cose, vorrei vivere di più, vorrei risolvere quella cosa.

La cena da soli si può

Essere da soli, tornare a casa alle 19 quando va bene e non voler mangiare solo 4 Salti in padella e simili perché, in ordine sparso:
- Sono per la maggior parte schifezze e tu stai cercando di fare un po' di dieta e quindi cerchi di mangiare bene
- Sei intollerante a qualcosa e stufa di stare sempre a controllare gli ingredienti contenuti nei piatti pronti
- Cucinare ti piace, anche se magari alle 19:30 non sei al culmine della creatività e della voglia
- Il take-away e i piatti pronti costano 4 volte il costo di prepararti quello stesso piatto da sola, e tu per l'inverno hai assolutamente bisogno di almeno due nuove paia di scarpe, possibilmente tre.

Sto lentamente sviluppando l'arte del preparare cose semplici ma buonine e anche leggerine in tipo 15 minuti massimo. E sporcando poche cose, perché poi a lavare i piatti sei sempre tu. Il tempo di togliersi le scarpe e infilare gli ugg brutti che scaldano i piedi, mettere sulla tv la chiavetta con l'ultima puntata di Battlestar galactica, chiamare la mamma per farle sapere che non sei morta e hai anche pagato la bolletta in tempo quindi non ti arresteranno.

Vorrei scrivere un ricettario, ma mi sa che esiste, anche se quando penso alle ricette mi vengono in mente ricette di cose obese come toast-open face con avocado e salsa di gamberetti, gnocchi di zucca o cous cous e dessert di crema al caffè, ma in realtà sto mangiando un po' tristino a causa della dieta, e cerco di illudermi di mangiare gustoso instagrammando la crema di carote come se fosse una cosa gourmet.
La triste verità è che sono ancora euforica per la grande scoperta di poter cuocere le verdure al vapore con il microonde, tutto merito di Stefano, che lessa le patate in microonde in *effetto vincita* 7 minuti. Il trucco è mettere le verdure su un piatto e coprire con un coperchio di quelli appositi in microonde o con una ciotola rovesciata, i minuti di cottura dipendono dalla dimensione di quello che si vuole cuocere, per una patata abbastanza grande sono arrivata a 8 minuti.
Ma perché limitarsi alle patate dico io, e ieri sera ho cotto del cavolo in 4 minuti 4, e senza fare tutta la puzza che si fa di solito. Per le carote bastano 3 minuti se tagliate a rondelle o bastoncini, 5 se intere, le zucchine uguale ma anche meno, che son buone croccantine. La capiamo la grande innovazione?
Mentre la verdura si cuoce e raffredda, poi ho tutto il tempo per preparare il petto di pollo al limone, la bistecca alla piastra, il filetto di merluzzo con la salsina di pomodoro che è più buono, due uova in modi modi a caso, tanto son sempre buone. I wurstel no, quelli no, perché dopo aver gugolato "come si producono i wurstel" la mia vita è cambiata.

Faccio anche in tempo a mettere su una mela cotta per il dopo-cena, che l'illusione di qualcosa di dolce per dessert aiuta sempre.

Dream home, molto dream

Mentre i miei infilano in ogni discorso frasi come ma se fra un anno torna a casa / ma sì, è una prova / magari non dura e perfino la padrona di casa continua a dire provi, se poi non ti trovi fra un anno torni a casa, e io inizio a pensare che lei non mi ci voglia lì, che sia per quello che trova sempre un motivo per tornare e che il figlio non è ancora venuto a riprendersi la bici dal garage.

Mentre loro fanno i loro pensierini, io continuo a sognare di cambiare la "mia" casetta. Certo, ormai mi sono abituata alla sedia impagliata vecchia e brutta messa vicino alla porta per appoggiare la borsa e il giubbino, al copri-divano per non rovinare la pelle che attenta, è bianca, e signora mia, cosa compri un divano bianco per una casa che vuoi dare in affitto, alla televisione poggiata sul comodino perché tanto vicino al letto ne basta uno solo.
Ho iniziato a drogarmi, e la mia droga sono i siti d'arredamento, il mio migliore amico è Dalani.it, che il giorno che ho finito i GB e l'app non mi caricava la foto volevo entrare in tangenziale in contromano. Ehi Dalani dai, non vuoi fare una collaborazione con una blogger? No eh, vabbè. Pinterest neanche a dirlo, maledetto lui e le sue case tutte bianche e nere, le poltrone marroni in pelle invecchiata, le sedie in legno tutte colorate, i davanzali pieni di piante grasse.

*****

Quello che vorrei, prima di tutto, è una libreria. Cioè in realtà 14 librerie. In effetti non vedo perché debbano esistere i tavolini, i comò, gli armadi, quando possiamo avere librerie, scaffali, cubetti componibili dove mettere la roba.

Vicino alla porta, invece di quelle brutte due sedie messe solo per riempire il vuoto ci starebbe Lei, la libreria immensa che arriva fino al soffitto e lunga lunga lunghissima. Ok, ho meno di due metri di spazio ma l'idea comunque è di riempire tutto. La vorrei con i buchini asimmetrici, per metterci non solo i libri ma anche Gianna la pianta grassa morente e la nuova pianta grassa a cui ancora non ho dato un nome. Mi piace bianca ma se fosse bianca vorrei metterci sullo sfondo della carta da parati con delle stampe tenui, tipo righe o un broccato bianco o beige, oppure anche stampe tutte colorate per fare un effetto un po' a cazzo, oppure mi piacerebbe in un colore pastello, azzurrina, verdina, pesca, giallina, e no rosa no. Rosa no.


Oppure si potrebbe fare una cosa più soft e mettere uno scaffale più piccino, o più di uno di quelli a forma di scaletta uno accanto all'altro, magari tutti di colori diversi.
Oh bellina la pianta che pende dal soffitto, chissà se riesco a farlo sul travo che regge il soppalco senza uccidermi.


Soluzione softissima sarebbe un mobilino più basso, questi sono carini, con quei piedini che fanno un po' mobile vecchio della nonna e un po' svedese. Certo la mia idea era occupare proprio tutta la parete libera e uno di questi non basterebbe, però ci possiamo mettere dietro sulla parete un bel poster gigante, magari di un film, e qualche quadro appoggiato che ora boh, i chiodi pare siano in via d'estinzione e protetti dal WWF perché non se ne vedono più di quadri attaccati alle pareti ma si avvistano solo esemplari appoggiati alle mensole. Accanto uno sgabello o una sedia in ferro come quella qua sopra, ovviamente di quel colore che sappiamo essere il colore più bello del mondo.


Un mobilino così ci starebbe anche in camera, davanti al letto e vicino allo specchio. Ovviamente dovremo sostituire lo specchio orrendo della proprietaria con uno grande e alto da appoggiare alla parete un po' in obliquo. Magari la pitturiamo di un colore pastello, tipo azzurrino o pesca, che richiama la parete dove è appoggiato il letto. Oppure ci sta una libreria più piccolina e classica, di sopra i mobili son tutti bianchi quindi mi sa che sul bianco ci tocca cascare.
Già che ci siamo mi piace anche la poltrona, questa però la mettiamo giù ad angolo col divano.


Ma che non li vogliamo mettere due cubini nel resto della casa? Tipo questo è tanto bellino che sul lato mi ci verrebbe da disegnargli in nero gli occhi e la bocca [IDEONA]. Però di nuovo, non bianco, perché fate tutti i mobili bianchi che ansia. Dentro ci mettiamo i Vanity fair e i libri del momento e però compriamo un sotto tazza eh, che la cosa di non rovinare i mobili non vale mica solo per quelli della proprietaria.


Per ultimo, due cubini per metterci sopra la tv, li possiamo fare neri o è troppo dark? No dai, questi li facciamo grigi, ci mettiamo sopra accanto paio di candele finte, perché le candele son carine ma i profumi mi danno fastidio, Oppure una bella palla con il pesce rosso, che in questa casa il pesce rosso mi manca e magari poi quando mi devo sfogare ci posso fare i discorsi. Nel frattempo io vedo di lavorare anche sul tappeto peloso e su un po' di cuscini obesi. E su un pouf, ovvio che serve un pouf.


Vabbè io il carrello l'ho riempito, aspetto il corriere eh.

Barba, per te miss Italia finisce qui

Forse il 2013 è stato l'anno della barba, forse era era già di moda prima, io non me lo ricordo. So che non ho mai visto tante barbe come nell'ultimo periodo.
E non dico la barba incolta di qualche giorno, quella del non-c'ho-voglia, intendo la barba stile amish, stile rabbino, stile la taglio con la forbicina. Quella che quando ti dicono che l'hanno appena tagliata è come quando noi andiamo dal parrucchiere e usciamo con mezzo centimetro in meno e la piega fatta e ci arrabbiamo se non se ne accorgono.
Il problema è che gli uomini amano le loro barbe, li vedi tutti orgogliosi che se la accarezzano, la guardano allo specchio, ci mettono il balsamo per renderla più morbida, manca poco che freghino alla fidanzata l'olio di Argan.

Su di me la barba ha lo stesso effetto dei capelli lunghi: rende gli uomini trasparenti.
Mi è capitato più volte di vedere un uomo con i capelli lunghi e meh, sì, niente di che e poi se li tagliava e minchia ma era così figo anche prima? Tipo Brad Pitt che nel periodo Vento di passioni/Sette anni in Tibet è diventato brutto. Per la barba è uguale. Ci sono delle eccezioni, ma sono rarissime, tipo dio Matheus Verdelho, l'unico uomo a stare bene con la barba. Che però sta comunque meglio senza.



Mi dicono che "ogni uomo con la barba è più bello" E GRAZIE, te credo, tutti sono più belli se gli nascondi mezza faccia. Allora io mi faccio crescere la frangia fino al mento e sono bellissima.

Per questo 2014 vorrei meno barbe, anzi, vorrei più barbe normali, che si vede appena il segno, che mentre limoni grattano ma poco poco.

Serie A 2013-14 - girone di ritorno

La stagione sportiva 2014 sta per iniziare, i calciatori hanno ripresto gli allenamenti e io sto già facendo il riscaldamento sulla pagina sportswear del sito di H&M.

Per quest'anno però sono indecisa: il corso di spinning è finito a dicembre, l'istruttore che tanto mi ha abbracciato e baciato in questi mesi [sempre sulle guance, mannaggia] è andato per la sua strada e ancora non si sa cosa succederà. Io però ho appena comprato il reggiseno sportivo e il cardiofrequenzimetro e adesso devo ammortizzare i miei investimenti.
Il corso di spinning sicuramente riprenderà ma non si sa con chi, sono un po' incazzata con la palestra perché non ha rinnovato il contratto alle mie speranze di limone quindi potrei iscrivermi da un'altra parte. Non so se farò ancora spinning, magari proverò qualcos'altro anche se temo che niente mi farà sudare tanto quando andare su e giù da quella bicicletta. E poi non ho ancora capito se è proprio l'attività giusta per le mie gamb[o]tte. So che mi farebbe bene il nuoto ma non riesco a immaginare niente di più noioso di fare vasche su e giù e la prospettiva di lavarmi e asciugarmi i capelli in spogliatoio non è molto allettante, piuttosto la corsa. Non credo che tornerò a fare semplicemente attrezzi, facendo il confronto con la fatica che facevo in un'ora di corso ho paura che facendo da sola si ottengano ben pochi risultati; in più uscendo la mattina alle 8 e tornando la sera alle 7 trovare la voglia di non andare subito a morire sul divano non è facile e sapere di avere un maestro che ti aspetta è un incentivo.

Per quest'anno ho grandi progetti: palestra minimo due volte la settimana, spalmaggio di fanghi e creme anticellulite Geomar regolari, alimentazione sana soprattutto a pranzo dove posso scegliere.
Ce la posso fare.
Sono convinta.
Sì, giuro.
Oh, è vero.

E liberaci dai carboidrati, amen

È successa questa cosa strana ultimamente, ho notato che se mangio meglio, perdo peso.

Eh brava 10 e lode, hai scoperto l'America.

Ma invece non è ovvio perché non è sempre stato così. Ho passato anni a fare diete a singhiozzo una settimana sì - non cambia niente, cosa sto facendo la dieta a fare - una settimana no. Tre giorni sì due giorni no. Nei periodi di massimo scoraggiamento ho fatto anche un giorno sì uno no o la mattina sì e il pomeriggio no.

Invece adesso, sarà forse l'eliminazione del lattosio e quindi di metà della roba che ho sempre mangiato in abbondanza, sarà un fattore di testa, sarà che BOH, comunque se mangio bene la bilancia lo segna.
Quasi mi viene quasi da chiamarla amica la mia bilancia: mi peso ventordici volte al giorno e ho comprato una bilancia seria di quelle con i numerini (a righe verde petrolio, è bellissima) per essere più precisa. Ogni tanto mi peso, faccio pipì e mi peso di nuovo. Non è una cavolata eh, una volta ho fatto mezzo kg di pipì.

La settimana scorsa ho fatto un esperimento e ho eliminato i carboidrati: da lunedì niente pasta-pane-patate e il venerdì alle 7 la bilancia segnava -1,6 kg. È stato meno difficile del previsto in realtà, dovendo tornare a lavoro è più semplice non mangiare schifezze a pranzo, e il culo ha voluto che la cena che ho trovato a casa la sera mi fosse amica.

Ma sono stronzi i carboidrati, quei maledetti. Il primo giorno senti il profumino del pane alle noci e della focaccia e passi, il secondo giorno lo noti un po' meno e così via, ti senti un po' liberata e dopo pochi giorni pensi di essere guarita. Poi però fai l'errore, dopo una settimana decidi che puoi concederti un pezzetto di pane che non muore nessuno e non appena metti in bocca quei due cm quadrati di bontà ti trasformi in un Renton in crisi d'astinenza che vomita nel suo letto e immagini piccole pagnotte croccanti che camminano a testa in giù sul soffitto mentre sussurri con voce da Gollum Il mio tessssoro quando tua madre ti prende mezzo pezzo del tuo pane.

Andiamo a mangiare al ristorante, ma al sacco

La settimana scorsa per una volta mi sono dovuta portare il pranzo a lavoro, e mi è piaciuto un casino.

Quando lavoro, vado a mangiare in un ristorante self service, il menù è quasi uguale tutti i giorni ma si può scegliere, io ho un po' meno scelta perché burro, latte e formaggio sono infilati ovunque. In più sono anche un po' una rompiballe, quindi va a finire che mangio più o meno sempre le stesse cose. Non pago [non mi è chiaro se il costo del pasto viene scalato direttamente dalla busta paga, in questo caso vabbè, pago comunque molto poco] e questo mi trattiene dal fare un giorno al wok, uno al Mcdonald's, uno al sushi e uno da Panino giusto. Forse anche perché per andare ogni giorno fuori a pranzo mi servirebbe un altro stipendio, ok.

Dicevo che mi sono portata via il pranzo, e ho usato una vecchia scatolina di plastica col coperchio ermetico, che usava mio papà per portarsi il pranzo a lavoro. È stato un pranzo un po' triste, perché la sera prima non ho potuto fare la spesa e comprarmi qualcosa di particolare e sono finita a lessare carote e piselli e due uova. Anche la scatolina era triste.

Poi, giusto qualche giorno dopo, in un negozio ho visto una Monbento, ed è stato amore a prima vista.

Se avessi avuto questo contenitore, il mio pranzo sarebbe stato molto più bello: avrei potuto dividere carote e piselli, cuocere le uova e farle diventare quadrate per inserirle nel contenitore, aggiungere un paio di biscotti e frutta già tagliata e sbucciata. Ci sono anche delle posate superpiatte che stanno tra i due ripiani e una bustina di sicurezza dove inserire il tutto, anche se le chiusure sono già ermetiche.

Sul web è tutta una comunità: cerchi "monbento" su google e ti escono mille pranzi di pollo, polpette, riso e verdure tutte tagliate e incastrate perfettamente tra loro, dolci preparati su misura direttamente nelle formine apposite, salse da mettere nei miniportasalse a forma di maialino o panda. Essendo di origine giapponese ti ritrovi anche un casino di sushi, le bacchette al posto delle posate e le fette di pane a faccina di Hello Kitty, ma è tutto così colorato, piccolo e portatile che credo di essere pronta a mettermi a prepararla ogni sera.


Sapere che domani mi aspetta il solito piatto di prosciutto crudo/cotto e insalatina e sapere che non avrò il pane a forma di orsetto è troppo troppo triste.
Boh, io me la compro lo stesso, vuoi che non facciano prima o poi un altro sciopero che mi costringe a portarmi il pranzo da casa?

Storia di un amore

Ma voi eravate a conoscenza dell'esistenza di quest'arnese magico chiamato sparabiscotti? Perché io no, e da quando l'ho vista per la prima volta ho incontrato solo gente che "ah sì, ma io ce l'ho da ANNI". Che poi son sempre quelli che quando hai male un ginocchio son tre giorni che hanno male la gamba da amputarsela.

Quindi, ci ho girato un po' attorno e alla fine l'ho presa, perché sono una persona debole di cuore e non potevo più farne a meno.
Voglio dire, io non posso mangiare il 99% dei biscotti che si trovano al supermercato e dovrebbe essere proibito per una persona vivere senza biscotti: è un bene essenziale, dovrebbe passarlo la mutua. Senza contare che se per una volta hai culo e dentro la scatola non trovi il color giallo canarino è anche utile per fare delle foto bellissime su Instagram.


Dunque. Il primo tentativo è andato malino perché io ho voluto fare la spavalda e usare una ricetta a caso, mentre devi usare ricette particolari perché se l'impasto è troppo duro non esce ma se è troppo mollo non si stacca dalla pistola e altre menate del genere. 
Oggi il nostro amore è stato portato a compimento, al secondo tentativo ce l'ho fatta, usando questa ricetta, e mi sono usciti dei fiorellini e dei cuoricini e dei quadrifogli bellissimi.


Io non lo so come facevo a vivere senza, e come fate voi.

Qui almeno, non costa niente

È bello prendere uno stipendio che si chiama stipendio e non rimborso spese. Ti ci puoi comprare le cose con lo stipendio, tipo il giubbino in pelle blu che è bellissimo anche se ha le maniche scomode, gli stivali neri, gli abbonamenti del treno e la benzina e le ricariche, le lenti a contatto e il mascara, le coche cole Haribo e il latte di soia.
E poi sogni tutte le cose che ti potrai comprare in futuro, tipo il divano grigio in stoffa con il coso ad angolo e tanti cuscini in tinta, il tappeto peloso sempre grigio, venti quadri da appendere sulla parete di fronte al divano tutto intorno alla tv. Una libreria dove mettere i libri divisi per colore, magari con la vetrinetta tipo il mobile che aveva la nonna, ma da lasciare sempre aperta.
E poi la cucina con le piastrelle piccoline a tema, tutti i mestoli e attrezzi appesi fuori e il coso per far asciugare i piatti accanto al lavandino, perché quello sopra dentro al mobile non mi piace. Le tovagliette all'americana perché poi tanto non hai voglia di apparecchiare normale per mangiare da sola e un sacco di tazze giganti per bere il the e alzatine per i muffin e scatole in latta per i biscotti e il porta salviettine da tavola calda americana di Maison du Monde. E la dispensa con le mensole aperte come quella azzurra nell'appartamento di Monica e Rachel dove c'erano sempre in primo piano la pasta Barilla e le Pringles.
E poi la domenica pomeriggio mettere su una commedia romantica e intanto preparare la crema di carote e di zucchine e di zucca e di piselli da congelare per le cene della settimana, e un'infornata di biscotti da mettere nel cassetto a lavoro per gli attacchi di fame.
E poi invitare tutto il mondo a vedere 500 days of Summer e poi provare insieme a fare il sushi e fare shopping on line e poi...

"There's not such thing as love, it's fantasy"


Forse ho già parlato di quanto mi piace 500 days of Summer.
Ok, potrei parlare di quanto lo amo.
Va bene va bene, credo di essere un po' fissata.
Un po'.
Diciamo che lo potrei sapere a memoria.

Razionalizziamo.
Perché mi piace tanto? Perché vorrei viverci dentro, vorrei il coraggio di Summer di vivere come vuole, vorrei un Tom che assomigliasse a Tom e ragionasse come Tom e ascoltasse la musica di Tom, vorrei una casa incasinata come quella di Summer e passare i pomeriggi all'Ikea a far finta di guardare la tv e vedere se i rubinetti funzionano.

L'amico all'inizio dice "but you should know, this is not a love story", ma non è vero. Sarò l'unica al mondo, ma per me è una storia d'amore, finisce bene e no, SUMMER NON È UNA STRONZA E TOM NON È UN SANTO.

* Perché Summer non è una stronza: perché lo dice fin dall'inizio che lei non vuole una storia seria. Vuole divertirsi, stare bene e non pensare al domani. Lo fanno tutti, scrivere/uscire con una persona anche se non ci interessa tantissimo solo perché non c'è nessun altro. E io mi ci vedo, mi vedo in una che dice "There's not such thing as love, it's fantasy" perché sono disillusa e non ci credo più, ma rimango comunque una scema, che almeno in minima parte ci crede.

* Perché Tom non è un santo: perché se ne frega degli avvertimenti di lei, pensa comunque di farla innamorare e la idealizza decidendo che lei è quello che lui vuole, e non quello che lei è. Tom, se quando lei ti chiede se ti va bene tutta la storia del senza impegno le dici "no io ti amo alla follia e voglio avere tanti piccoli Tommini e Summerine" basta, il film non si faceva.

* Perché è una storia d'amore: perché sono pochi quelli che incontrano la proprio anima gemella a 13 anni sui banchi delle medie, perché le persone vivono e cambiano (poco, ma cambiano) e poi magari, forse, incontrano la persona "giusta". Perché finisce bene: lei alla fine incontra quello che "-I just woke up one day and I knew. -Knew what? -What I was never sure of with you" e lui trova la sua Autumn, che vabbè, per me con Zooey non è neanche da paragonare, ma ad una persona meno normale sembrerà molto più gnocca.

E quindi no, io guardo 500 days of Summer e piango e rido insieme, dico le battute al posto degli attori e ballo sulla musica e torno indietro a guardare le mie scene preferite tre volte. E alla fine non sono triste, perché se io sono Summer all'inizio, forse un giorno sarò Summer alla fine.

Mai, mai mi convincerete che Summer è stronza.

Gelato per sfigati #2: Piera la gelatiera

Certo, è bello andare al bar e comprarsi una coppa gigante limone e fragole fresche o l'affogato al caffè con un kg di panna, però anche farsi il gelato in casa ha il suo perché. Cercare le ricette, sperimentare con quello che c'è, tirare fuori la tua gelatiera e guardare il cestello girare. Sono innamorata e secondo me mi ama anche lei. L'ho chiamata Piera.

Ma partiamo dall'inizio e diamo istruzioni precise. Dunque. Per fare il gelato in casa dovete andare all'outlet dove c'è il negozio Bialetti, vi comprate la gelatiera in sconto e poi andate da Michael Kors dove vostra madre si comprerà una borsa. No, ok, questo è stato un mio grande errore che voi non dovete ripetere e il procedimento giusto è questo: andate a comprare la gelatiera come regalo a vostra madre e poi andate da Michael Kors dove vostra madre regalerà a voi una borsa. Vedi come girando gli addendi il risultato cambia tantissimo?
Quindi adesso avete una gelatiera.
Leggete bene tutto il libretto di istruzioni [seh, ciao], prendete il cestello e lo mettete in congelatore a raffreddare per 24 ore, quindi gli esperimenti sono rimandati e nel frattempo potete darvi da fare e cercare ventordici ricette da provare.
Quelle che ho provato io sono queste.

#1 - Gelato al cioccolato
1 rosso d'uovo
60 grammi di zucchero
2 gocce di vanillina
20 grammi di cacao in polvere
260 ml di latte di riso
poco sale (sale? boh? "gelato al cioccolato dolce un po' salato" ah beh allora ok)
Fai montare un po' a schiuma lo zucchero e l'uovo, poi ci aggiungi tutto il resto e mescoli finché si scioglie tuttotuttotutto e versi nella gelatiera, 45 minuti lì dentro a girare, poi 30 minuti in un contenitore in plastica in congelatore che si indurisce un po' e vualà, il gelato è pronto.
Esperimento riuscito: il gelato è buono, la consistenza e cremosità sono quelle del gelato normale, dopo solo mezz'ora in congelatore si riusciva a fare la pallina con il cucchiaio, lasciandocelo una giornata diventa duro come le vaschette da supermercato, ma a me piace molliccio e poi me lo volevo mangiare subito e quindi l'ho tirato fuori.

#2 - Gelato alla panna in realtà zabaione
Non so cosa mi abbia spinto a pensare che prendendo la ricetta sopra e togliendo il cacao avrei ottenuto un gelato alla panna, forse il fatto che quando fai i muffin prendi un impasto e lo fai bianco e se lo vuoi al cioccolato ce lo aggiungi e basta.
Ecco, per il gelato NO.
È uscita una cosa giallina, consistenza perfetta per carità, però gusto tipo zabaione, che sinceramente no me gusta pe' gnente.

#3 - Yogurt frozen/Gelato allo yogurt
3 vasetti di yogurt Valsoia (1 bianco, 2 alle fragole)
40 ml di panna di soia
100 grammi di zucchero
Mescolare tutto fino a sciogliere lo zucchero e schiaffare nella gelatiera per almeno un'oretta. Si può mangiare subito, con la consistenza dello yogurt frozen, o mettere in freezer per un'ora-due e ottenere la consistenza del gelato "da pallina". Ma il punto importante è che è buono, non "buono per essere fatto con yogurt e panna finti" ma proprio BUONO. Consiglio per gli idioti come me: non mettere le fragole fresche a pezzi perché in congelatore congelano (MA VA?!) e quindi poi non riuscite a mangiarle.

#4 - Fiordilatte vero
500 ml latte intero
200 ml panna fresca (non montata)
100 g zucchero
Ho dovuto fare anche un esperimento con ingredienti "veri" per vedere cosa usciva e la consistenza era perfetta, più densa del gelato fatto con il latte finto. Mi hanno anche detto che era buono.
Che si nota la mancanza di entusiasmo?

#5 - Gelato al caffè
130 g di zucchero
2 rossi d'uovo
250 ml latte di riso
200 ml panna di soia
2 cucchiaini di cacao amaro
6 cucchiaini di caffè solubile
Il mio gioiellino: l'ho già rifatto tre volte. Il procedimento è lo stesso del gelato al cioccolato, il gusto è quello della coppa del nonno, la consistenza è della crema caffè che compri al bar o, dopo un'oretta in freezer del gelato vero.

PS: Se qualcuno volesse provarle, tutte le ricette che sono senza lattosio e sono la variazione di ricette che prevedevano panna/latte/yogurt normale, quindi presumo che con gli ingredienti normali venga tutto più buono. Se non ve ne frega niente andate a quel paese e compratevi un camion di Carte d'or al tiramisù.


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