Lunedì mi sono messa i jeans, la camicia bianca nuova. Sono andata a lavorare.
Martedì ho messo i pantaloni neri, una camicia bianca. Sono andata a lavorare.
Mercoledì ho messo i pantaloni blu, un'altra camicia bianca. Sono andata a lavorare.
Cardigan nero o blazer grigio o niente.
Sotto ballerine nere o color crema.
Penso a cos'ho comprato ultimamente: un paio di stringate nere, stivaletti neri, slip-on nere. Una borsa rigida in saffiano nera.
Cosa sto guardando nei negozi? Passo davanti a Gucci e resto imbambolata davanti alla Disco bag che prenderei in nero o beige. Certo quella di Marc Jacobs ci assomiglia e costa un quarto, beh, sempre troppo.
Non riesco a capire le scarpe. Mi sono stufata delle ballerine ma non vedo alternative; vorrei un altro paio di slip on, magari chiare come quelle che Vans ha fatto per Other stories, ma con il caldo si muore, i sandali mi stanno un po' antipatici, non so se è perché non mi piacciono i piedi o perché non ne ho mai trovati di comodi o che non facessero le vesciche. Mi piacciono le ballerine con la punta e i laccetti sul davanti ma non addosso a me.
Non guardo nemmeno vestiti, jeans, pantaloni. Non riesco a vedermi con nient'altro che con la mia divisa un po' da maschietto.
Sarà che sono noiosa e le cose che mi piacciono sono uguali a quelle che ho già, sarà la dieta che a singhiozzo che non mi fa voglia di comprare cose nuove.
Comprerei decine di pigiamini, quelli sì.
Valutazione annuale a lavoro: "Michela, metti di più il rossetto"
Quindi c'è stata la valutazione annuale a lavoro.
Chiunque sia capo di qualcuno deve compilare questa scheda in cui vengono valutate cose importanti come la cura degli strumenti di lavoro, l'atteggiamento con i colleghi, l'autonomia, le competenze di marketing. Nessuno sa perché nella valutazione generale siano inserite le competenze di marketing, in un'azienda come tutte composta da ufficio marketing sì, ma anche commerciale, R&S, acquisti, manutenzione, design, amministrazione.
La valutazione è da 1 a 5. Le mie competenze di marketing mi insegnano che in un questionario è meglio mettere un numero pari di risposte, altrimenti si rischia che tutti rispondano il valore medio. Con un numero di risposte pari invece anche chi vuole dare un voto medio è costretto a dare una preferenza verso il basso o l'alto. Vabbè, facciamo che a quelli delle risorse umane sul marketing mettiamo 1 e via.
Il mio capo mi convoca e mi mostra la mia scheda, mi dice che ho una media superiore ai voti degli altri (che lei non ha visto, ndr). Mi dice che sono cresciuta molto nell'ultimo anno, che lavoro bene, che mi lascia fare perché vede che sono autonoma, che sono molto brava a organizzare il mio lavoro e a coordinare quello dei miei colleghi. Mi dice che so capire le priorità tra i vari lavori e in caso di crisi so quando è importante rispettare le scadenze a costo di un lavoro frettoloso, e invece quando il lavoro frettoloso non va bene ed è meglio ritardare un po' ma fare bene.
Poi mi dice che sono una persona discreta, che non perdo tempo in chiacchiere, che non sono una che si fa vedere a tutti i costi. Mi aspetto che sia un complimento, mi aspetto che mi dica che va bene così, che la gente che fa tanto casino per niente alla fine resta fregata, mentre io se faccio il mio lavoro e sto tranquilla verrò ripagata nel tempo (e senza colleghi che sparlano di me durante la pausa pranzo).
Mi dice invece che solo le persone che sanno andare oltre l'apparenza si accorgeranno del mio lavoro, che la maggior parte delle persone guarda più a come ti vesti, a come cammini, a come ti mostri. Mi dice che il lavoro del tal collega viene riconosciuto perché bestemmia, perché quando ha una scadenza gira per l'ufficio sbraitando come se ci fosse solo lui (quello che noi chiamiamo general mamager o cel'hasololui). Mi dice che a tal collega vengono assegnati gli incarichi perché ha sempre la gonna e i tacchi.
Mi dice "brava che hai messo il rossetto oggi, mettilo sempre". Mi dice di mettere di più la gonna e i tacchi. Mi dice "saluta bene il capo delle risorse umane, sorridi, fai le battutine, dimostra che ti interessa".
E io che sto facendo tutto questo lavoro per credere di più in me stessa, lavoro che sì, comprende cose stupide come mettere un tacco di 7 cm o un rossetto rosso o la gonna. Io che vedo una collega con una gonna plissettata, penso che ce l'ho anch'io, che la prossima settimana potrei metterla con la gonna in jeans ora che fa caldo e posso non mettere le calze.
Poi penso che a quello che mi ha detto il mio capo, penso che mi guarderà e con sguardo complice dirà "brava Michela, continua così".
E mi passa la voglia.
PS: il mio capo è una donna.
Chiunque sia capo di qualcuno deve compilare questa scheda in cui vengono valutate cose importanti come la cura degli strumenti di lavoro, l'atteggiamento con i colleghi, l'autonomia, le competenze di marketing. Nessuno sa perché nella valutazione generale siano inserite le competenze di marketing, in un'azienda come tutte composta da ufficio marketing sì, ma anche commerciale, R&S, acquisti, manutenzione, design, amministrazione.
La valutazione è da 1 a 5. Le mie competenze di marketing mi insegnano che in un questionario è meglio mettere un numero pari di risposte, altrimenti si rischia che tutti rispondano il valore medio. Con un numero di risposte pari invece anche chi vuole dare un voto medio è costretto a dare una preferenza verso il basso o l'alto. Vabbè, facciamo che a quelli delle risorse umane sul marketing mettiamo 1 e via.
Il mio capo mi convoca e mi mostra la mia scheda, mi dice che ho una media superiore ai voti degli altri (che lei non ha visto, ndr). Mi dice che sono cresciuta molto nell'ultimo anno, che lavoro bene, che mi lascia fare perché vede che sono autonoma, che sono molto brava a organizzare il mio lavoro e a coordinare quello dei miei colleghi. Mi dice che so capire le priorità tra i vari lavori e in caso di crisi so quando è importante rispettare le scadenze a costo di un lavoro frettoloso, e invece quando il lavoro frettoloso non va bene ed è meglio ritardare un po' ma fare bene.
Poi mi dice che sono una persona discreta, che non perdo tempo in chiacchiere, che non sono una che si fa vedere a tutti i costi. Mi aspetto che sia un complimento, mi aspetto che mi dica che va bene così, che la gente che fa tanto casino per niente alla fine resta fregata, mentre io se faccio il mio lavoro e sto tranquilla verrò ripagata nel tempo (e senza colleghi che sparlano di me durante la pausa pranzo).
Mi dice invece che solo le persone che sanno andare oltre l'apparenza si accorgeranno del mio lavoro, che la maggior parte delle persone guarda più a come ti vesti, a come cammini, a come ti mostri. Mi dice che il lavoro del tal collega viene riconosciuto perché bestemmia, perché quando ha una scadenza gira per l'ufficio sbraitando come se ci fosse solo lui (quello che noi chiamiamo general mamager o cel'hasololui). Mi dice che a tal collega vengono assegnati gli incarichi perché ha sempre la gonna e i tacchi.
Mi dice "brava che hai messo il rossetto oggi, mettilo sempre". Mi dice di mettere di più la gonna e i tacchi. Mi dice "saluta bene il capo delle risorse umane, sorridi, fai le battutine, dimostra che ti interessa".
E io che sto facendo tutto questo lavoro per credere di più in me stessa, lavoro che sì, comprende cose stupide come mettere un tacco di 7 cm o un rossetto rosso o la gonna. Io che vedo una collega con una gonna plissettata, penso che ce l'ho anch'io, che la prossima settimana potrei metterla con la gonna in jeans ora che fa caldo e posso non mettere le calze.
Poi penso che a quello che mi ha detto il mio capo, penso che mi guarderà e con sguardo complice dirà "brava Michela, continua così".
E mi passa la voglia.
PS: il mio capo è una donna.
Da grandi poteri derivano grandi responsabilità
Ho un grande potere, secondo me, che è quello di rendermi
conto quando sto pensando come una femmina isterica psicopatica, di dirmi da sola "Mic, stai pensando come una femmina isterica psicopatica, fai stop" e quindi di fermarmi prima di agire e parlare da femmina isterica psicopatica.
Diciamo la verità, siamo tutte femmine isteriche psicopatiche. Che lo vogliamo
o meno, che lo ammettiamo o meno.
Ci sono quelle che lo mostrano e fanno diventare matti i fidanzati cambiando idea ogni 10 minuti con reazioni esagerate a piccolissime cose e il classico “Cos’hai? – No no, niente”. Ci sono quelle che cercano di limitarsi e allora a volte sembrano normali e poi sbottano tutto ad un tratto. Poi ci sono quelle come me che riescono a nasconderlo e sembrano persone equilibrate fuori ma muoiono dentro.
Sto negando, sì, quindi vuol dire che mi illudo di non esserlo, di non farlo, eppure so bene che non è così. Ho avuto i miei momenti di "No no, niente", mi arrabbio con nientissimo, sono felice e contenta e poi basta una parola sbagliata - sbagliata solo per me - e scatto.
Ci sono quelle che lo mostrano e fanno diventare matti i fidanzati cambiando idea ogni 10 minuti con reazioni esagerate a piccolissime cose e il classico “Cos’hai? – No no, niente”. Ci sono quelle che cercano di limitarsi e allora a volte sembrano normali e poi sbottano tutto ad un tratto. Poi ci sono quelle come me che riescono a nasconderlo e sembrano persone equilibrate fuori ma muoiono dentro.
Sto negando, sì, quindi vuol dire che mi illudo di non esserlo, di non farlo, eppure so bene che non è così. Ho avuto i miei momenti di "No no, niente", mi arrabbio con nientissimo, sono felice e contenta e poi basta una parola sbagliata - sbagliata solo per me - e scatto.
Però alcune volte ce la faccio. Qualche giorno fa per esempio, conversazione tranquilla con l'ignaro collega (IC).
IC: Hai visto la Erica, si vede proprio che è dimagrita.
IC: Hai visto la Erica, si vede proprio che è dimagrita.
IO: Ehi anche io sono dimagrita e non me lo hai detto! 1° sintomo di psicopatia - situazione rimediabile
IC: Sì sì, madonna, si vede.
IO-dentro: *Ma si vede così tanto ma cosa dici brutto minchione mi stai dicendo che prima ero
grassa brutto stronzo?*
IO-fuori: “Oh, grazie” mission accomplished - la dignità è salvaNo niente, non lo so
Ho pubblicato un post ogni 2-3 giorni più o meno dalla metà di febbraio, una bella media. Non che mi interessi la frequenza con cui scrivo, non ho un "pubblico" da tenere sempre lì in sospeso. Ragionavo sul modo in cui tratto questo blog: passo settimane e mesi senza scrivere, poi mi prende l'ispirazione e butto giù 5-6 post alla volta, tutti insieme nel giro di un'ora e li programmo. Così sembro una che al blog ci va dietro, una blogger vera. Solo che poi succede che poi arriva un commento e lo leggo subito, perché mi arriva la notifica via mail e penso a questo devo rispondere, ma rispondo tra un po' sennò sembro sfigata che sto lì ad aspettare i commenti e me lo dimentico, e non rispondo più. E la storia della blogger va a farsi fottere.
Ci pensavo qua, seduta sul divano dei miei dal pc di mio fratello: ho smesso di portare il mio pc quando vado dai miei, troppa fatica: mi porto l'hard-disk così se faccio o scarico cose me le porto a casa. Mi sono anche ricordata di non salvare la password su Chrome, i miei non sanno nemmeno cos'è un blog ma non si sa mai. Sono stata brava no? 5 anni di blog e nessuno che mi conosce sul serio che sia riuscito a scoprirlo.
Ho fatto il bonifico dell'affitto.
Ho scritto una mail.
Ho aperto il sito di Mango 7 volte, guardando il carrello con quella giacca e quella camicia, l'ho richiuso perché tanto non ho soldi nella poste-pay. Poi mi è venuto in mente pay-pal ma ho deciso che me li compro quando avrò perso almeno 3 kg e allora ho chiuso tutto, per l'ottava volta.
Ho scaricato il mondo, come gli animali che vanno in letargo sto facendo scorta di film e telefilm per affrontare la lunga settimana senza adsl. Ho scaricato di nuovo anche alcune delle *mie* commedie romantiche, non so perché la tv nuova non me le legge, e sono di nuovo nel periodo in cui ne guardo almeno una al giorno. Sono di nuovo nel periodo in cui ho bisogno di vedere gente che ce la fa per pensare che anche io ce la posso fare.
Ho scritto un post che non ha senso, per fortuna c'è la categoria nonsense.
Ci pensavo qua, seduta sul divano dei miei dal pc di mio fratello: ho smesso di portare il mio pc quando vado dai miei, troppa fatica: mi porto l'hard-disk così se faccio o scarico cose me le porto a casa. Mi sono anche ricordata di non salvare la password su Chrome, i miei non sanno nemmeno cos'è un blog ma non si sa mai. Sono stata brava no? 5 anni di blog e nessuno che mi conosce sul serio che sia riuscito a scoprirlo.
Quindi sono qua, seduta sul divano dei miei dal pc di mio fratello. Con la maglia del pigiama e i pantaloni della tuta, ho dormito con i pantaloni della tuta perché non so come mi sono ricordata di portarmi la maglia del pigiama ma non i pantaloni, non lo so. Con un maglione di mia mamma perché non ho un maglione di quelli vecchi per quando ho freddo.
Mi sono portata la valigia praticamente, il cambio buono per Pasqua, la roba da mettere oggi per tornare a casa. Il beauty case me lo sono ricordato stavolta, così non ho dovuto rubare la crema viso a mia mamma e il fondotinta, che il suo per me è troppo scuro e se lo metto sembro una che si è lampadata male. Anzi, mi sono portata roba in più da lasciare qua: un deodorante, un mascara e un correttore che non uso, una bottiglia di liquido per le lenti a contatto. Tipo una safety bag per quando torno e resto a dormire, che poi dimentico sempre qualcosa. Questa volta per esempio ho dimenticato il cerotto che avrei dovuto cambiare ieri sera.Ho fatto il bonifico dell'affitto.
Ho scritto una mail.
Ho aperto il sito di Mango 7 volte, guardando il carrello con quella giacca e quella camicia, l'ho richiuso perché tanto non ho soldi nella poste-pay. Poi mi è venuto in mente pay-pal ma ho deciso che me li compro quando avrò perso almeno 3 kg e allora ho chiuso tutto, per l'ottava volta.
Ho scaricato il mondo, come gli animali che vanno in letargo sto facendo scorta di film e telefilm per affrontare la lunga settimana senza adsl. Ho scaricato di nuovo anche alcune delle *mie* commedie romantiche, non so perché la tv nuova non me le legge, e sono di nuovo nel periodo in cui ne guardo almeno una al giorno. Sono di nuovo nel periodo in cui ho bisogno di vedere gente che ce la fa per pensare che anche io ce la posso fare.
Ho scritto un post che non ha senso, per fortuna c'è la categoria nonsense.
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