La Noia

Questo post si chiama La Noia, perché io in questi giorni sono La Noia, con le iniziali maiuscole ma anche LA NOIA tutto in maiuscolo e in grassetto, già che ci siamo.

Mi sono messa in pari con i telefilm, ho guardato per l'ennesima volta 500 days of Summer facendolo durare il doppio per rivedere 10 volte la scena del karaoke e del balletto in strada stile Footloose e ho riguardato la mia collezione di commedie romantiche e film con i supereroi.
Ho recuperato i 487 post che dovevo leggere tra i vari blog accumulati durante l'"assenza".
Ho finito "A long way down" di Hornby e "Molto forte incredibilmente vicino" di Safran Foer, ora mi resta Dannazione di Palahniuk e poi non ho più libri nuovi e allora piangerò e supplicherò chiunque di venirmi a trovare e portarmi qualcosa. 
Ho letto i Vanity Fair arretrati. 
Ho riordinato il telefono cancellando vecchi messaggi e foto.

Mi serve un nuovo hobby, ho pensato, e stamattina ero tutta volenterosa: ho iniziato tre attività e le ho abbandonate tutte nel giro di 20 minuti per manifesta incapacità. 
Sia messo agli atti che sono una persona molto paziente.

Quindi: non posso uscire di casa e il massimo a cui riesco ad arrivare è il giardino, non posso fare sforzi quindi palestra e esercizi vari sono fuori discussione, non faccio dolci perché fa caldo e di accendere il forno non se ne parla e poi non li posso mangiare quindi non vedo perché debbano mangiarli gli altri. Farei le pulizie di primavera, se riuscissi a stare in piedi per più di 10 minuti.
Niente, morirò di noia: il mio cervello si rifiuterà di rimanere completamente vuoto e inattivo e le mie cellule si atrofizzeranno e morirò.

Però oh, ho perso 6 kg.

27

Il 27 è il mio numero.
Mi arrabbio sempre quando sento parlare del club dei 27 anni, perché il 27 è mio.

Il giorno in cui sono nata.
Il numero sul registro a scuola.
Il giorno che si sono sposati i miei nonni.
Il giorno che è morto il nonno che non ho mai conosciuto.
27 gradi, la temperatura perfetta.
Succede qualcosa, guardo la sveglia e la lancetta dei minuti è sul 27.

C'è stato un altro 27 in questa settimana, ed è tutto sulla mia pancia.

Giulio tvb

Quando avevo 17 anni mi piaceva Giulio, ma proprio tanto. Mi è piaciuto per due anni.
Ci vedevamo ogni settimana in discoteca, perché io a quell'età andavo ogni settimana in discoteca, aspettavo il fine settimana con tutta me stessa mentre ora lo sopprimerei perché mi fa venire la voglia di vivere.
Giulio era bello.
Biondo scuro, occhi neri (anche se recentemente mi hanno detto che gli occhi neri non esistono), bel fisico e in discoteca un milione di ragazze attorno.
Io ero cessa, ma veramente. Lo sono anche adesso, ma un pochino riesco a mascherare: allora non avevo ancora scoperto le lenti a contatto e mi truccavo a cazzo, per dire, oltre a vestirmi in modo discutibile.
Però ero la sua confidente.
Lui mi abbracciava e scherzava e mi raccontava.
Mi spingeva tra le braccia dei suoi amici.
Mi diceva sempre "fa la brava".
Poi una volta mi ha detto una cosa terribile:

Noi siamo come fratello e sorella.

L'avrei voluto uccidere.
Come si può dire una cosa del genere a una povera ragazza che bruttocretinoidiota lo vedi per forza che pende dalle tue labbra.

Ora, non so perché mi è tornato in mente Giulio, però mi è venuta voglia di rivedere le foto, tipo quella con lui in camicia bianca (vabbè, erano i primi anni del 2000) e io con il giubbino di ecopelle lilla, na roba oscena.
Chissà sei vivo Giulio.
Chissà cosa fai.
Chissà se sei ancora figo.
Chissà se mi diresti ancora che siamo come fratello e sorella.

La vita delle donne è difficile #3

Problema n.1 della donna: Il peso 
Problema n. 2 della donna: Trovare un uomo

Problema n. 3 della donna: Vestirsi bene pur essendo senza soldi.

Un problema che di certo Charlize Theron non ha. Innamorarsi di un vestito o un paio di scarpe su una rivista e controllare assiduamente i siti dei vari H&M/Zara/Asos per controllare chi fa la copia più carina e meno poraccia.
Per la cronaca, la reazione di fronte alle varie Rihanna e Kate Middleton che sfoggiano in occasioni importanti roba low cost non dev'essere "Woooow guarda che fighe" ma "Scemadimmerda tu che puoi comprarti quello che vuoi e in versione originale, perché non ti compri una roba in seta o cachemire invece che in 100% poliuretano"?
Può essere anche un problema dell'uomo, o almeno di quelli che la sera non escono in bermuda a quadri con le infradito, non si portano dietro il borsello dell'eastpack o peggio il marsupio, quelli che hanno una sola camicia e la mettono solo a matrimoni e battesimi.
[Tra parentesi. Gli uomini non capiscono l'effetto di una camicia azzurra in tela grossa sulla donna. Su tutte magari no, ma su un buon 90% sì. Magari con le maniche tirate su fino al gomito. Magari con tatuaggio che si intravede sull'avambraccio. Ok qua parlo solo per me che poi mi dicono che sono troppo Hitler.]
Comunque dicevamo: grandi manovre e difficoltà e dispendio di neuroni per essere carine, diottrie su diottrie perse per mettere lo smalto senza sbavare, e tutto quello che si ottiene è:
  • Guarda che hai i jeans rotti, se vuoi ti do 5 euro e vai a comprarti una toppa.
  • E questo vestito sexy? Ahahahah e chi sei, Belen?
  • Con quella gonna così lunga puoi andare a chiedere l'elemosina sul treno. Portati dietro 2 bambini magari.
  • Ma questi sandali così alti a cosa ti servono? Te la prendevo io la roba in alto se non ci arrivi. Tanto poi ti uccidi.
  • Perché quella borsa così grande? Ci hai messo dentro tutta la tua stanza? / Quella borsa è troppo piccola, non ti ci sta neanche il portafoglio.
  • Lo smalto nero? E chi sei, il corvo?
Madri, padri, fratelli maschi inconsapevoli, amiche stronze: di fronte a loro è tutto vano.
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