Piante e animali

Sai perché gli animali si chiamano animali? Perché sono animati, perché si muovono. E sai perché le piante si chiamano piante? Perché sono piantate, ferme, immobili.
Ecco, a volte, tu mi fai sentire una pianta.
Andando a memoria era più o meno così. È un dialogo di Underemployed, un telefilm con 4-5 post-graduated alle prese con vari casini dopo la laurea. Loro hanno 20-21-2x anni e io un po' di più, ma mi ci vedo lo stesso e li guardo e sarà stupido, ma mi danno un po' di forza e un po' di voglia di fare.

Io sono una pianta.
Lo sono sempre stata e lo sarò sempre, anche se vorrei essere un animale e guardo con ammirazione e invidia gli animali, ma non sono cambiata fino ad ora e non credo che riuscirò mai a cambiare.
A dire il vero, nell'ultimo periodo un po' mi sono mossa ed è stato bello, quindi ora sono in un periodo di de-compressione.
Non so come fanno, non so come fate, a fare qualcosa ogni giorno ogni ora ogni minuto. Io faccio le cose e poi ho bisogno del nulla per un po' di tempo: mezza giornata, non dieci minuti.
Ora sono in un periodo di decompressione, per un paio di giorni. Ricarico le batterie per la full-immersion di cose da fare che mi aspetta nelle prossime settimane.

Sono fatta così, purtroppo.
Me lo diceva sempre un mio ex, e lo odiavo. L'ho mollato perché era "fatto così".

Di mare e di culi, principalmente

Una settimana al mare mi è servita.

Mi è servita a capire che esistono molti più culi grossi che culi magri e che i culi belli tra i culi magri sono l'1%, che la brasiliana sta bene anche a chi ha qualche chilo di più e il perizoma fa schifo anche sulle taglia 40.

Mi è servita ad abbronzarmi, non ero così scura dal 1994. E ho deciso che quest'inverno mi faccio le lampade perché mi piaccio abbronzata ma poi ho deciso no che schifo le lampade che fanno venire la pelle cadente e insomma boh.

Mi è servita a capire che la pastiglia da prendere prima di mangiare cose contenenti lattosio NON FUNZIONA o almeno non funziona con me e con le brioche, che pure dovrebbero avere un niente di burro. Però ho trovato due gelaterie con gelato di riso e di soia [un solo gusto tipo fiordilatte, ma vabbè, piuttosto di niente].

Mi è servita a finire l'ennesimo libro del Trono di Spade e a capire che sono stupida perché ogni volta che ne finisco uno tra le varie edizioni ci metto quattro ore a capire qual è il successivo. Ho anche deciso che gli sceneggiatori sono degli spaccapalle perché cambiano cose inutili non si sa per quale motivo, e che se Jon Snow ha 15 anni io sono Melissa Satta.

Ho capito che vivrei molto bene in vacanza perenne: fare colazione sul terrazzo guardando il mare, passeggiata per andare a comprare il giornale, leggere sotto il sole, pranzo leggero e sonnellino e poi di nuovo al sole, spritz e cena fuori e passeggiata di nuovo MA a patto di avere: 1. letto comodo come quello di casa 2. condizionatore che funziona per dormire bene 3. casa insonorizzata per non dover ascoltare il baretto sotto casa che canta O sole mio tutta la notte.

Mi è servita alla fine, a capire che da oggi dieta.
Perché a prepararsi alla prova costume prima di andare al mare son capaci tutti.

Game of thrones, ci sono arrivata anch'io

Prison break è stato amore al secondo episodio.
Lost al quinto.
Fringe alla fine della prima serie.
Game of thrones è stato affetto alla nona puntata della terza serie. Una valle di lacrime e un "minchia questi sì che hanno coraggio". Non è stato amore a prima vista e ancora non lo è, ma ho l'impressione che lo sarà, presto.


Siamo tutti pecorelle, sì anche tu, hipster dei miei stivali

Ho fatto Marketing e comunicazione, ho studiato su libri che spiegano la psicologia dei consumi e ho ne ho letti per conto mio altri, come "Il punto critico" di Gladwell, pieni di storielle ed esempi che ti spiegano come succede che un autore sconosciuto diventi best-seller, perché una storia raccontata da una persona genera una reazione e raccontata da un'altra genera il nulla, come mai in un particolare momento un paio di scarpe e non un altro diventino "di moda".
E però continuo a non capire.
Mi guardo in giro e non capisco, come fino a un paio d'anni fa nessuno osasse mettersi al collo delle patacche di pietre colorate ed ora i negozi e le nostre case siano piene di statement neckalace, che da sempre il bianco fosse il colore più sfigato per le macchine ed ora tra le macchine nuove 8/10 sono bianche, che l'anno scorso ho comprato lo smalto bianco e mi hanno preso in giro dicendomi che sembrava scolorina, e quest'anno tutte con lo smalto bianco.
È inquietante.
Mi fa pensare a scenari apocalittici fatti di burattini con i fili nel cervello che fanno le cose perché le fanno tutti.

Però intanto mi viene voglia di mangiare da Mcdonald's perché tutti mangiano da Mcdonald's, anche se sono passati 15 anni dall'ultima volta che ci sono andata. Vorrei la Coca cola con il mio nome, e a me neanche piace la Coca cola. Oggi sono andata da Zara e ho preso in mano la gonna-shorts che si vede ovunque, nonostante la vocina nel cervello proveniente dalle mie cosce mi sussurrasse che non era il caso. Ho comprato la crema 1000 usi Be chic perché l'avevo visto da qualcuno. Ogni anno l'agendina Moleskine perché fa figo.

E se in realtà Jude Law fosse brutto, ma la persona giusta al momento giusto avesse dichiarato che è bello e quindi ora tutte le andiamo dietro?
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