Storie di una rubrica telefonica

E' successo che ho portato ad aggiustare il cellulare prima che scadesse la garanzia, che ragazza responsabile.
E' successo che gli omini della SME hanno deciso di non aggiustare ma sostituire tutto (mica vero, il vetro è il mio perché c'è ancora lo striscio a forma di V, 'nzomma boh non so come funzionano queste cose).
Il risultato è che non avendo mai fatto un back-up ho perso tutto quello che c'era dentro: una cosa come 1000 messaggi e tutta la rubrica (che ragazza responsabile).

Per farla breve (seeee) ho potuto recuperare parte della rubrica dalla SIM, dato che non so come-da quando-perché ci sono numeri di persone che non ricordavo di aver conosciuto. Un tuffo nel passato.
In ordine di rubrica:

  • Alex. Un ragazzo di Ferrara, non so il cognome. Era l'amico "di penna" di una tizia che usciva in compagnia quando avevo tipo 16 anni. Mai incontrato, mai parlato al telefono, solo tonnellate di sms. Aveva problemi col padre e con la madre divorziati e una  fidanzata che era una palla e che poi era rimasta incinta. Mi ha mandato una lettera che dovrei avere da qualche parte, una roba seria: un foglio giallo piccolo a quadretti, spruzzato col suo profumo, in cui raccontava robe deprimenti. C'era allegata anche la foto (magari vado a cercarla).
  • AndreaS. E chissà chi è? Per sicurezza eliminiamo. 
  • Bur***. Ciao Stefano, ciao. Abbiamo limonato un po' di volte io e te vero? Ma così, senza impegno. Chissà che fine hai fatto. Questo lo tengo, si sa mai.
  • Eh? Mica tutti i numeri devono avere un nome sensato, tipo questo. Io lo so chi è, ogni tanto lo vedo e lo saluto, ma non mi ricordo come si chiama. E' solo che una volta quando uscivamo lui diceva ogni 3 parole "eh".
  • Elisa. Così, solo il nome. Forse sarà quella che non riesco a riconoscere su facebook perché s'è cambia il nome in "Per Elisa" e son troppo pigra per aprire il suo profilo e cercare una foto. Elimina.
  • Federico Fat***. Oddyo. Il limone per poco scampato l'estate scorsa sulla scala in ferro delle vecchie scuole elementari. Certo che anche io, andare a sedermi di notte sulle scale delle vecchie scuole elementari con uno mezzo ubriaco. ELIMINA (anche questo orribile ricordo che non mi farà dormire stanotte, se possibile).
  • Filippo. E chi sarai tu Filippo, boh, ciao.
  • Gae. Solo io avevo queste relazioni epistolari con gente sconosciuta in giro per l'Italia? Questo quasi lo amavo, era un po' vecchietto, ma mi mandavi millllioni di sms a tutte le ore, e aveva la barca. Chissà se è vivo.
  • Gloria. La carriera universitaria più breve del mondo: 8 giorni di lezione e poi ha deciso di andare a lavorare. Brava.
  • Irene. Con ben due numeri. Questa lo so chi è, è quella che a Natale-Capodanno-Pasqua mi manda gli sms poetici di come la neve scenda e io sia una bellissima persona. Certo, io non ho idea di chi tu sia cara Irene, ma un "grazie mille, anche a te" non te lo leva nessuno.
  • JennyS. Ah ecco, questa invece è l'universitaria con la carriera più lunga del mondo: ha iniziato con me e non so se ha ancora finito la triennale. 
  • Kikketta. Eravamo amiche, fino a quando mi ha fregato un ragazzo in un modo ignobile. Io e lui flirtiamo e tutto, finalmente ci decidiamo ad uscire ma lui sparisce, non lo sento più per due mesi. Vengo a sapere per vie traverse che loro due si sono visti qualche giorno prima del nostro "mancato appuntamento", si sono follemente innamorati a prima vista e non sapendo come dirmelo hanno deciso di sparire da un giorno all'altro, tutti e due. La scusa era proprio questa "non sapevamo come dirtelo". Per la cronaca, si sono mollati dopo tre anni e lei si è messa con uno moooolto più brutto. Pussa via brutta zoccola.
  • MarcoCR. Ho qualche vago di ricordo di questo qui nel mio periodo discotecaro, tra i pochi ricordi non c'è la sua faccia o il significato di CR.
  • Massimo no-marketing. Questo è il tizio che studiava finanza e (ovviamente) odiava il marketing con cui ho avuto lunghe discussioni sul perché la finanza sia una palla assurda e il marketing interessantissimo, conversazioni durante il quale speravo solo che smettesse di parlarmi e mi prendesse romanticamente la mano. S'è fidanzato, bleah.
  • Matteo B***. Ma di quanti limoni mi devo pentire ancora? Qua addirittura si era arrivati a casa sua, dopo esserci rotolati un pochino sul divano mi son tirata indietro e siccome mi ci aveva portato lui mi son dovuta far riportare a casa, i 15 km in auto più sileziosi e imbarazzanti della mia vita. Ma stateci voi con uno in una camera piena di quadri-collage con le foto di un ex. Lo evito ancora quando lo incontro.
  • Matteo B*** (un altro). Questa è l'unica persona da cui ricevo ancora squilli, sempre in piena notte. Non lo vedo da 7 anni.
  • MattiaDR. Ma boh.
  • RickyF. Ma boh 2.
  • Ross. Uh caro, la mia guida turistica il primo giorno di università, più visto.
  • SimoneCode. Un'altra relazione sms-epistolare.
  • Susy. Ah, la compagna di classe che dopo la maturità ha scritto una lettera al Gazzettino per lamentarsi che nella nostra nostra classe c'erano stati troppi 100. Maledetta.
Conclusione 1: Che bei ricordi, che belle persone.
Conclusione 2: Quando imparerò a salvare i nomi in rubrica con Nome-Cognome, sarà sempre troppo tardi.
Conclusione 3: C'è un sacco di tempo in questi miei 25 anni di vita di cui non ho assolutamente memoria, ma com'è possibile? Mah, sarà l'alzheimer giovanile.
Conclusione 4: Vado a cercare la letterina di Alex.

Groupon ti conosce

C'è questa idea che mi perseguita: che il buchino della web cam mi riprenda regolarmente mentre sono davanti al computer, anche se la lucina verde fastidio è spenta, anche in questo momento mentre ho la felpa col cappuccio grigia sopra alla maglia del pigiama con gli orsetti.
Seeee scherzavo, io a casa son sempre vestita a modo, sempre ordinata, con i capelli freschi di piastra (freschi di piastra, non fa ridere? no eh) e non posseggo nemmeno un paio di quelle ciabattone giganti morbide a forma di orsetto.

Ovviamente esistono delle agenzie che raccolgono questi filmati e vendono i database alle aziende, come con gli elenchi di contatti che poi vi mandano le newsletter (aaah come mi manca fare le newsletter, nessuno ha bisogno di un realizza-newsletter? sono seria, potrei farlo come lavoro autonomo). Non è mica una cosa stupida, dopo aver scoperto la professione del sound designer mi aspetto di tutto. Per la cronaca, è quello là che decide la sequenza delle canzoni che devono spaccarvi i timpani quando entrate in un negozio, perché attorno a quella roba c'è tutta una strategia, mica mettono le canzoni a caso, c'è tutta una selezione in cui le canzoni vengono giudicate in base al "livello di fastidio", da 1 a 10 il livello minimo richiesto è 6.

Un'azienda che sicuramente compra questi filmati è Groupon. Sicuro che l'olio. No, era liscio come l'olio. Sicuro come la morte, ecco, altrimenti QUESTO non si spiega:

Perché l'accostare la dieta alle lezioni di non si sa quale attività e ai dolci più obbesi è esattamente quello che sono io. Groupon come fai a conoscersi così bene?
Come fai a sapere che è arrivato il periodo dell'anno in cui inizio ad assumere quel sano colorito che mi ha dato negli anni il soprannome di Lampadina e Casper?

Ma soprattutto, Groupon, come fai a sapere cos'è ciò che più desidero nella mia vita, quando non ho avuto il coraggio di comunicarlo a nessuno e ancora faccio fatica ad ammetterlo a me stessa?

Io andrò in palestra (forse)

Passo primo dell'andare in palestra: pensare.
Dove comprare un paio di pantaloni che non evidenzi il mio culo mentre sono in movimento? Ho un borsone dove mettere le mie cose? Devo rimettere lo smalto sui piedi? Che scarpe mi servono? Devo andare in negozio e chiedere un paio di scarpe "da palestra"? Suppongo le Converse non vadano bene.

Passo secondo dell'andare in palestra: informarsi.
Siccome io sono una figa, non voglio fare un corso. Andare su e giù per uno scalino a ritmo di musica come una deficiente. No no, qua siamo profescional e vogliamo fare gli attrezzi per conto nostro.
Già mi ci vedo, fagocitata da un macchinario con braccia e gambe e pesi e bottoni senza capire niente. A cercare di capire come funziona fissando gli altri e passare per una stalker, ripiegando quindi sui banali cyclette e tapis roulant. E magari cadere dal tapis roulant in un impeto di buonissima coordinazione.

Ecco dicevo: guardiamo i corsi.
E ultra figata, si può prenotare on-line, benissimo. Vediamo cosa c'è.
Ginnastica dolce, Kick boxing, Spinning con tanto di 7 righe esplicative dell'attività dei corsi.
Vabbè, i soliti, 'vanti. Oh guarda, qualcosa di originale.

Contrology
Gas&Gas
Macumba
Power Pump
Respiro Movimento

Così, senza neanche di spiegazione.

Penso mi darò alla Macumba, che mi immagino essere una danza tribale da ballare attorno a un falò al centro della palestra, con un gonnellino di paglia e le piume in testa.
Magari anche qualche lezione di Gas&Gas, probabilmente stesa sul tappetino a fare esercizi di respirazione con l'etere per superare i dolori alle articolazioni provocati dall'intensità della danza.

Passo terzo dell'andare in palestra: decidersi.
Non ci sono ancora arrivata.

I libri sono belli, mica solo intelliGGenti.

Questo libro l'ho comprato perché è bello.
Non è una versione economica, però non ha la copertina rigida e la sovracopertina come la maggior parte dei libri di nuova uscita: è piccolino, stretto e grosso, e a me così piacciono. In più, è bianco, nero e celeste/petrolio (il petrolio io però me lo ricordavo nero, a intrappolare quei poveri uccellini e i pesci quando si bucano le navi, non mi posso immaginare una foca intrappolata in una roba appiccicosa di questo colore stupendo che è il "celeste scuro tendente al verde").
In più, la copertina è una cosa bellissima: nessuno spazio vuoto, tutte quelle scritte, e anche dietro è tutta scritta, non solo una frase al centro, il riassuntino o le due citazioni dal Times e il Post e quello sfigato di Repubblica, proprio due colonne di Times new roman.
Lo apri ed è così piccolo, adorabile, alto come la mia mano.

Perché noi qui si odiano i libri grandi e con le pagine grosse, con la copertina che ogni volta che la tocchi si sposta e che pesano un quintale, sono così antipatici. 

La forma del libro non è una cosa su cui scherzare: ho preso in mano "Senza veli", che manca alla mia collezione di Palahniuk, con tantissima voglia di leggerlo ma non l'ho comprato perché era cosi alto, così grande, con le pagine grosse, così diverso dagli altri che mi sarebbe toccato metterlo dalla parte opposta della libreria, ordinata in ordine decrescente. 

Si sarebbe sentito solo, io avrei avuto una sorta di attacco di panico ogni volta a guardarlo, e proprio non potevo rovinare questa cosa stupenda che sono i libri dell'amico Chuck.

Ogni tanto me li  riprendo in mano e li guardo per quanto sono belli, e ho pensato di strapparci le copertine per attaccarle tutte vicine e farci un quadro, se non che mi danno fastidio anche le orecchie sulle pagine quindi figurati se avrei potuto anche solo toccarli.

Malcom mi aspetta, lo devo ancora iniziare. Intanto, buon compleanno sulla fiducia.
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