Vorrei essere Supervicky

L'ho già scritto, credo un milione di volte in quattro post, ma lo ripeto: io sono in tesi.
Questo non vuol dire che io stia effettivamente scrivendo la tesi, perchè ho sviluppato la capacità di trovare altre cose da fare neanche fossi un supereroe di Heroes o 4.400. Magari è vero, magari i supereroi esistono, e invece della capacità di teletrasportarmi (che ho sempre voluto e invidiato ai personaggi dei film/telefilm) io ho quella di perdere tempo.
L'ultima volta che ho visto il professore è il 14 luglio, data in cui mi sono accordata per scrivere il terzo capitolo, il più importante della tesi, che è composto per il momento dalla bellezza di tre pagine. Quando penso che son già passati venti giorni e non ho fatto niente mi vengono di quei sensi di colpa che posso far concorrenza a un pluriomicida, ma la mia volontà di burro rende inutili anche questi, e mi ritrovo a far di tutto e di più, soprattutto davanti al pc (dando quindi l'idea della grande lavoratrice alla gente che passa davanti alla porta della mia camera). 

In tutto questo tempo sono stata in grado di: 
- cercare divani e letti da mostrare all'amica V. che sta costruendo casa e inizia a cercare mobili
- visitare blog a caso
- cercare un bel pendente da aggiungere a una collana lunga che mi voglio fare, ma anche di una collana lunga con una bella trama (non ho trovato nessuno dei due)
- cercare ricette per la torta salata con le verdure
- cambiare lo smalto dei piedi più e più volte (sono abbastanza impedita, quindi questo mi richiede abbastanza tempo)
- riguardare in streaming Will & Grace
- cercare su youtube scene di Karen Walker in lingua originale, fatelo: merita!
- creare accoppiamenti con i vestiti sul sito di H&M (che non comprerò mai 1. perchè H&M mi sta antipatico, 2. perchè non ho il coraggio di mettere certa roba)
- cercare su mymovies film recenti che mi sono persa
- fare esperimenti per arredare la casa che non ho sul programma che si scarica dal sito dell'Ikea
- compilare vari form di candidatura a offerte di lavoro sui siti di imprese che posso solo sognarmi, senza però inviarli davvero
- cercare un paio di scarpe rosa antico/beige con un tacco non esagerato e uno o due cm di platform davanti
- consultare www.ilmeteo.it ogni 5 minuti sperando che si decida a piovere questa settimana (che ho caldo) e non la prossima (che voglio farmi almeno due giorno al mare)

Dovrei aggiungere alla lista scrivere un post senza senso sul blog, infatti anche in questo momento il senso di colpa sta uscendo. Il prossimo ricevimento è il 1 settembre, devo trovare qualcosa che mi faccia rimanere concentrata. Aiuto.

Un tuffo dove l'acqua è più blu

Qualche giorno fa son andata al mare, quando ancora l'estate era estate e io giravo vergognosamente per casa e giardino in canotta e pantaloncini approfittando della piscina gonfiabile del cuginetto di 7 anni per mantenere la sanità mentale. Per capirci, non l'estate che c'è adesso, il (aspetta che guardo il calendario) 30 luglio, nella mia camera, mentre seduta sul letto scrivo al pc con pantaloni e maglietta a maniche lunghe, trattenendomi dall'andare a prendere un paio di calzini per non sembrare totalmente anormale a coloro che vivono con me.

Uh, mi son persa.
Dunque, è sbagliato dire che son andata al mare, dovrei in effetti dire che son andata in piscina a casa di un'amica in una città di mare. Migliaia di persone si chiederanno a questo punto: perchè andare in piscina quando sei a 100 metri dal mare? Il problema è che noi del Nord-est, forniamo all'Italia aperitivi fighissimi in spiaggia, discoteche, dj noti in tutto il mondo, spritz, ma siamo dotati unicamente del mar Adriatico, privo di sbocco com'è invece il resto del Mediterraneo, e quindi ben lontano dalle acque azzurre e trasparenti delle isole o della Liguria, che vengono in mente a chi pensa al mare italiano.

Appena arrivata a Jesolo, nel punto di ritrovo pattuito scendo dalla macchina e chiamo la G., che doveva guidarmi a casa della M.:
"Io son arrivata, te dove sei?"
"Son qua"
"Ok, io ho parcheggiato dopo l'incrocio lungo la strada, tu dove sei?"
"Ho capito, ti raggiungo lì"

Appena messo su il telefono, mi appoggio alla macchina e l'auto parcheggiata quattro metri più avanti partire e riconosco la marea di capelli della G.. Che faccio? Le urlo di fermarsi? No, salgo in macchina e le mando un messaggio "Ti ho appena visto partire".
Lei mi chiama "Sto tornando indietro".
"Ma no, vai ti stavo seguendo"
"Ok che faccio?"
"Torno indietro anch'io"

E fu così che tornammo al parcheggio iniziale lungo la strada, per raggiungere poi casa della M., per una giornata di:
"Prendiamo i lettini o stiamo senza?" "Beh se ci sono.."
"Ho caldo, facciamo un tuffo?" "Si anche io ho caldo"
"Volete fare l'idromassaggio?" "Beh se proprio insisti"

Proprio bruttina la vita in vacanza: si ringraziano in particolare M., la casa della M. e la piscina fresca, la G. grazie a cui mi son resa conto che esiste qualcuno peggio di me come senso dell'orientamento, il pranzo con gelato al gusto Pino pinguino.

Parentesi musicale

Mi è sempre piaciuto riscoprire vecchie canzoni e gruppi o cantanti più che i nuovi, tra cui c'è veramente poco da salvare.
Da qualche giorno, in particolare dopo l'Heineken Jammin Festival, la mia bacheca su facebook si è riempita di innamorati/e di Eddie, che io non avevo idea di chi fosse. E così scopro i Pearl Jam, che non ho mai ascoltato neanche per sbaglio perchè credevo assomigliassero, che so, ai Metallica, e invece ho scoperto un mondo. Lo so, non ho scoperto l'acqua calda, ma uno dei migliori gruppi rock di sempre.

In sostanza, sono un paio di giorni che non riesco a far a meno di ascoltare un paio di canzoni. Due delle più belle canzoni che abbia mai sentito, testi che fanno quasi piangere e una voce splendida (giuro che al minuto 2 e 15 secondi della prima mi vengono i brividi ogni volta).



E' la moda, baby! /2

E c'è una seconda puntata, ed è tutta colpa delle Superga, che ho già nominato.
E il motivo è questo: io le odio.

Le Superga sono tornate "di moda" un paio d'anni fa, e da allora se ne vedono di tutti i tipi e colori, con gli strass, le borchie e qualsiasi altra cosa appiccicata sopra. Un fenomeno incredibile, dovuto forse al fatto che costano poco, anche se secondo la mia opinione costerebbero troppo anche se le vendessero a 10 centesimi, non le vorrei neanche se mi pagassero per portarle!

Non è un sentimento nato negli ultimi anni, è una cosa che mi porto dietro dalle medie, anzi, credo fossero le elementari.
Nella mia scuola si facevano due ore di ginnastica la settimana, e per me erano due ore traumatiche, un po' perchè probabilmente già a quell'età mi ero resa conto che l'attività fisica non fa per me.. ma soprattutto, per colpa delle Superga!
Dovevamo portarci da casa le scarpe da ginnastica, che dovevano avere la suola neutra per non rovinare il pavimento della palestra (non so se questo valeva solo nella mia scuola, se è così giuro che denuncio la preside di allora per i traumi che mi ha provocato, ne porto ancora i segni!).
Ora il problema è questo: mia
mamma non era assolutamente disposta a spendere soldi per comprarmi una paio di scarpe che avrei portato solo 2 ore la settimana, e quali erano le scarpe con suola neutra che costavano meno? Le Superga, blu con la parte sotto bianca, per la bellezza di 28.000. E bruttissime aggiungerei.

Ora, chiunque può immaginare lo sgomento che ho provato da qualche anno a questa parte a vederle entrare nel guardaroba del classico fighetto.

Ma non sono solo le Superga.


Eccolo qua, Steve Urkell, esempio di tipico sfigato degli anni '90.

Non vi ricorda qualcosa?

Occhialoni giganti, cardigan, maglia a righe, bretelle, jeans arrotolati sul fondo, stringate di pelle marrone.

Certo, c'è qualche differenza dettata dal tempo, le Superga di adesso non sono identiche a quelle di una volta, così come non lo sono le Converse, i Ray-ban, la 500 e tutti i prodotti riproposti in nuove versioni.
Nessuno però mi toglie dalla testa che un ragazzo vestito con gli stessi indumenti oggi sarebbe indicato come un tipo fantastico.

E mi soffermo un secondo sugli occhiali, io, portatrice da anni di occhiali spessi come fondi di bottiglia, consumatrice di lenti a contatto in quantità industriali, non li posso vedere quelli che si comprano gli occhiali con le lenti finte.

Steve Urkell, sei solo vissuto negli anni sbagliati, invece che quella per produrre il tuo alter ego, dovevi inventare la macchina del tempo: nel 2010, i tuoi occhialoni da nerd, sarebbero stati una chicca.
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