Mi è sembrato sensato dopo mesi di abbandono del blog tornare e scrivere di scarpe.
Mi è sembrato sensato scrivere di scarpe e non per esempio del fatto che mentalmente sto facendo le valigie perché fra pochi giorni andrò a vivere da sola.
Dopo sei post sul blog, diecimila tweet pieni d'ansia, ventordici cambiamenti di idea, innumerevoli pianti e paranoie mentali succede. Per davvero.
Sono stata convintissima e contentissima nella prima fase, mentre appena prima della firma non riuscivo a ricordare un motivo che fosse uno per cui volevo andare a vivere da sola.
E allora continuo a immaginarmi nella testa scene di me che faccio le cose che fanno quelli che vivono da soli, cerco di recuperare quella sensazione di "magari un giorno...". Guardo la mia board Dream house su Pinterest, cerco tovagliette e cuscini su internet e riempio di post-it e orecchie il catalogo di Maison du Monde, cerco progetti diy per ricavare tavolini da vecchie cassette di legno [tra parentesi, introvabili, quelle cassette di legno]. Guardo film su giovani che ce la fanno.
Poi penso alle che potrò fare una volta che sarò andata a vivere da sola:
- non mettere la pasta dentro al minestrone e frullarlo con il minipimer
- non subire l'interrogatorio ogni volta che esco "cos'hai fatto/dove sei sei andata/chi c'era/chi hai visto/hai bevuto"
- fare colazione un giorno con latte e cereali e il giorno dopo con the e fette biscottate senza dare spiegazioni
- andare a correre senza dover essere per forza a casa per l'ora tassativa di cena
- invitare innumerevoli uomini a casa [ehm ok, vabbè, credeghe]
- girare per casa in mutande
- non dover parlare e rispondere a domande appena sveglia e per le successive due ore
- non litigare ogni giorno per cavolate
- fare insanity senza la vergogna che qualcuno mi veda saltare come una scema
- non comprare carboidrati
- non dover più andare a lavoro in treno
- non dover sentire tutto il giorno quello che mio fratello è in vena di ascoltare a volume da discoteca truzza
- pulire solo quello che sporco io
Cose che mi facevano schifo e invece adesso no: scarpe edition
Che sono una persona debole si è capito, nel senso che la strada per imparare a farmi valere è ancora lunga e lastricata di unghie smaltate con il gel arancione. Un po' l'ho accettato, un po' cerco di cambiare, un po' so che non è possibile del tutto.
Una cosa che invece mi fa tantissimo girare le balle è il fatto di essere una persona influenzabile. Sono così fiera quando racconto di quando dovevo fare un tema e chiedevo consiglio a mia mamma per bocciare tutte le sue idee e poi fare ogni volta di testa mia.
Quel maledetto mondo dell'interweb e di twitter e di instagram però ha un potere su di me che odio e mi ritrovo a volere cose che tre mesi fa dicevo "blah, io mai, che schifo, loser, tutti uguali" e non le compro tutte solo perché 1. mi piacciono ma comunque mi sentirei una deficiente 2. sto risparmiando 3. mi sentirei una deficiente.
Saranno non più di due mesi che parlando con un tipo di ragazze belle e brutte [perché finisco sempre per parlare con i ragazzi di femmine? ok no questo è un altro post] e in senso dispregiativo dicevo "ah ma ti piacciono quelle con le Vans" intendendo quelle finte alternative con le Vans, gli shorts di jeans a forma di culotte e il top frangiato. Il tutto per trovarmi a guardarle in negozio e a pinnare su Pinterest Vans addirittura leopardate. Leopardate e io non è un ossimoro, è di più.
E poi io non porto scarpe sportive, se non per andare a correre, guarda quelle sceme con le scarpe da running e i pantaloni eleganti e il blazer, ma chi pensano di essere. E invece adesso voglio le New Balance, che mia cugina ce le ha tipo dalla seconda media, e mi arrabbio anche perché il colore che voglio a quanto pare esiste solo su Pinterest, mentre il modello che voglio a quanto pare non esiste né on-line né in nessuno dei negozi di scarpe nell'arco di 50 km da casa mia.
Ma vogliamo parlare di tutte le fashion blogger che si comprano questi benedetti stivaletti, che cos'avranno di speciale che sono come tutti gli altri, sono come tutti gli altri solo che costano 430 €, e mannaggia i poveri io 430 € per un paio di scarpe non li spenderò mai. Però tra le tre è l'unica che per l'inverno cercherò, magari con mia mamma, così paga lei.
Oh non lo so perché sono solo scarpe, ne ho altre ma mi son stufata e le scrivo un'altra volta.
Una cosa che invece mi fa tantissimo girare le balle è il fatto di essere una persona influenzabile. Sono così fiera quando racconto di quando dovevo fare un tema e chiedevo consiglio a mia mamma per bocciare tutte le sue idee e poi fare ogni volta di testa mia.
Quel maledetto mondo dell'interweb e di twitter e di instagram però ha un potere su di me che odio e mi ritrovo a volere cose che tre mesi fa dicevo "blah, io mai, che schifo, loser, tutti uguali" e non le compro tutte solo perché 1. mi piacciono ma comunque mi sentirei una deficiente 2. sto risparmiando 3. mi sentirei una deficiente.
E poi io non porto scarpe sportive, se non per andare a correre, guarda quelle sceme con le scarpe da running e i pantaloni eleganti e il blazer, ma chi pensano di essere. E invece adesso voglio le New Balance, che mia cugina ce le ha tipo dalla seconda media, e mi arrabbio anche perché il colore che voglio a quanto pare esiste solo su Pinterest, mentre il modello che voglio a quanto pare non esiste né on-line né in nessuno dei negozi di scarpe nell'arco di 50 km da casa mia.
Ma vogliamo parlare di tutte le fashion blogger che si comprano questi benedetti stivaletti, che cos'avranno di speciale che sono come tutti gli altri, sono come tutti gli altri solo che costano 430 €, e mannaggia i poveri io 430 € per un paio di scarpe non li spenderò mai. Però tra le tre è l'unica che per l'inverno cercherò, magari con mia mamma, così paga lei.
Oh non lo so perché sono solo scarpe, ne ho altre ma mi son stufata e le scrivo un'altra volta.
Si vede che son stata male e ho guardato ventordici film
Ci sono certi film che semplicemente, hanno il titolo sbagliato.
E non sto parlando del solito discorso dei titoli dei film tradotti male vedi stracitato esempio di Eternal sunshine of the spotless mind barra Se mi lasci ti cancello [di cui ho scritto un secolo fa che l'avrei riguardato e ancora non ho trovato la forza, ehm].
Io parlo di quando guardi un film e per tutto il tempo pensi a una cosa e alla fine dici "questo doveva essere il titolo". Perché alla fine il titolo serve a descrivere il film, e io mi aspetto di vedercelo il titolo, in quel film.
Per esempio The dreamers, film bellobello, tutti francesi tutti acculturati case stupende che farebbero un figurone su instagram, ma non sarebbe più indicato il titolo TETTE DI EVA GREEN? Io non sono riuscita a pensare ad altro, durante tutto il film.
Passando ai film idioti, Dear John lo cambiamo in CAPELLI DI AMANDA SEYFRIED, tanto il film è idiota e i capelli sono i veri protagonisti: lei si muove, cammina, fa cose e i suoi capelli che le si muovono intorno come fossero un'adorabile e lucente copertina. Ok, in realtà ogni film di Amanda Seyfried dovrebbe chiamarsi CAPELLI DI AMANDA SEYFRIED. Voglio dire, i capelli di Amanda Seyfried si meritano non solo una filmografia, si meritano un telefilm che a puntate faccia concorrenza a Beautiful.
Passando ai film idioti, Dear John lo cambiamo in CAPELLI DI AMANDA SEYFRIED, tanto il film è idiota e i capelli sono i veri protagonisti: lei si muove, cammina, fa cose e i suoi capelli che le si muovono intorno come fossero un'adorabile e lucente copertina. Ok, in realtà ogni film di Amanda Seyfried dovrebbe chiamarsi CAPELLI DI AMANDA SEYFRIED. Voglio dire, i capelli di Amanda Seyfried si meritano non solo una filmografia, si meritano un telefilm che a puntate faccia concorrenza a Beautiful.
Endless love, un'altra cavolatina romantica che non vale la pena, lo facciamo diventare COME ANCHE ALEX PETTYFER PUÒ RISULTATE BRUTTO CON I CAPELLI SBAGLIATI.
Il catalogo commedie romantiche è un po' monotono, nel senso che da vera scema mi innamoro delle protagoniste femminili e quindi troviamo VOGLIO ESSERE MILA KUNIS, VOGLIO ESSERE ZOOEY DESCHANEL, VOGLIO ESSERE KATE HUDSON, VOGLIO ESSERE SIENNA MILLER che sono rispettivamente quei capolavori di Friends with benefits, 500 days of Summer, How to lose a guy in 10 days e Alfie.
Per non farci mancare niente io un titolo più adatto ce l'avrei anche per Eternal Sunshine of the spotless mind, e il titolo è EH?!
Un po' di film tristini
È successo che non sapevo cosa fare e mi sono trovata a vagare per la cartella download, dove giacciono film, libri, telefilm abbandonati che chissà quando riprenderò. Vedo questo titolo e boh, da dove l'ho preso? Buh, totalmente rimosso, ma non so che fare e premo play. Now is good.
Signori, ho iniziato a piangere tipo al terzo minuto e finito dopo un'ora e mezza di film, con tanto di momento singhiozzo potente. Now is good è un film piccolino che non è uscito in Italia, con la gente vestita hipster, un accento adorabile e un'atmosfera altamente instagrammabile.
E io, che con le cose che mi piacciono o un rapporto tutto particolare e leggermente ossessivo, l'ho riguardato già il giorno dopo. L'ho anche consigliato tipo a tutta la gente che conosco, tra cui un'amica che mi ha risposto "guarda che te l'avevo consigliato io" e mi ha fatto capire da dove veniva. Vedi che vi ascolto.
Signori, ho iniziato a piangere tipo al terzo minuto e finito dopo un'ora e mezza di film, con tanto di momento singhiozzo potente. Now is good è un film piccolino che non è uscito in Italia, con la gente vestita hipster, un accento adorabile e un'atmosfera altamente instagrammabile.
E io, che con le cose che mi piacciono o un rapporto tutto particolare e leggermente ossessivo, l'ho riguardato già il giorno dopo. L'ho anche consigliato tipo a tutta la gente che conosco, tra cui un'amica che mi ha risposto "guarda che te l'avevo consigliato io" e mi ha fatto capire da dove veniva. Vedi che vi ascolto.
***
Il secondo film è Like crazy, un'altra cosina indie girata con attori sconosciuti e il budget che nell'ultimo X-men probabilmente era riservato ai tramezzini pomeridiani che son serviti a Wolverine per mantenere alto il livello delle calorie giornaliere assunte e non perdere massa. Ehi, però c'è J.Law, che noi sfigate ci illudiamo sia la nostra beniamina.
Si tratta ovviamente di una storia d'amore, dato che sono in un periodo altamente depressivo, ma una storia carina, un film carino, inquadrature carine, e io che non capisco niente di cinema mi sono ritrovata spesso a pensare a come basti davvero poco per fare una cosa così bella. Mi ha fatto venire voglia di mettere le gonne a larghine a vita alta con le magliette strette e farmi i capelli accazzo, mi ha ricordato a tratti 500 days of Summer, e già ho detto tutto.
E poi il finale, cioè, che finale.
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